PER TUTTI MA NON PER SEMPRE

Le quattro torri della Svizzera lasciano a te la scelta: o prendi caffè, mele, sale e acqua senza pagare o li lasci a chi arriverà dopo. Se attingi troppo, le scorte esauriscono e la piattaforma scende. Forse è il caso di rifletterci un po’ prima di fare mosse azzardate.

Padiglione della Svizzera

Gli elvetici non perdono tempo, t’interrogano appena arrivi. “Ce n’è per tutti?” ti chiedono dalla facciata del loro padiglione in Expo, lanciando un messaggio perfettamente calzante con il tema dell’evento (Nutrire il pianeta. Energia per la vita). Vanno subito al nocciolo della questione, quella dello spreco alimentare, e lo fanno valorizzando non solo le proprie eccellenze ma chiamando direttamente in causa la tua coscienza. Con vera precisione svizzera, centrano il bersaglio del consumo responsabile, in un momento storico in cui un terzo del cibo prodotto viene sprecato.

Il bello è che lo fanno con semplicità e, forse proprio per questo, riescono nell’intento. Difatti, le classifiche dei visitatori vedono il padiglione svizzero sempre ai primi posti tra quelli più didattici. Se sei un tipo ipertecnologico, è probabile che non ti colpisca particolarmente. Se però ami mettere a fuoco il problema senza troppi fronzoli, non puoi permetterti di tralasciarlo.

QUATTRO TORRI CONTRO LO SPRECO

Le torri della SvizzeraLa Svizzera è stata il primo Paese sia ad aver aderito a Expo sia ad aver presentato il proprio progetto, denominato Confooderatio Helvetica e realizzato dal team di giovani architetti Netwerch. Con i suoi 4.433 metri quadrati, il padiglione è il terzo per estensione del sito espositivo dopo quelli di Germania e Cina. L’edificio centrale è costituito da quattro torri, alte 15 metri, che si sviluppano su altrettanti piani. Le torri sono riempite da scatole di cartone contenenti caffè, mele, sale e acqua. Arrivato in cima, puoi servirti liberamente dei prodotti, che sono gratuiti. Sappi però che, a mano a mano che le torri si svuotano, non vengono rifornite e le piattaforme si abbassano. Le scorte previste inizialmente (1.344 milioni di dosi di sale; 2,5 milioni di bustine di caffè liofilizzato; 350mila bicchieri riutilizzabili e 420mila sacchettini con due o tre rondelle di mela essiccata ciascuno) non sono destinate a essere rimpinguate. Sta dunque al tuo comportamento di consumatore responsabile stabilire quanto resta per chi viene dopo e per quanto tempo.
Concluso Expo, le torri saranno riutilizzate nelle città svizzere come serre urbane e il 75 percento del materiale usato per costruire il padiglione verrà recuperato.

IL CAFFÈ E L’INNOVAZIONE

Torre del caffè del padiglione svizzero in ExpoUna delle quattro torri contiene caffè solubile. A oggi, la piattaforma è scesa al terzo piano: il 73 percento della scorta iniziale è ancora disponibile.
La Svizzera ha scelto il caffè per parlare della sua capacità d’innovazione. Il fatto sorprendente è che gli elvetici, noti per essere ottimi produttori di cioccolato e formaggio, esportano ancora più caffè di questi alimenti. Anche per tal motivo, settore pubblico e privato sono in prima linea a garantire la sostenibilità lungo tutta la filiera, dalla pianta alla tazzina. Nella torre è evidente la presenza di Nestlé che, con il progetto Nescafé, si è posta l’obiettivo di migliorare le condizioni lavorative di 400mila agricoltori in 14 Paesi. Impegnata su questo fronte è anche la Direzione dello sviluppo e della cooperazione, che in Vietnam sta cercando di ridurre il consumo dell’acqua nella produzione di caffè.

LE MELE E LA BIODIVERSITÀ

Torre delle mele nel padiglione svizzero in ExpoNella mia ultima visita al padiglione, risalente al 1° settembre, la torre delle mele era al limite del secondo piano, dove la piattaforma era arrivata il 31 luglio. PLavagna con la situazione delle meleer evitare che scendesse ulteriormente, la guida invitava a condividere le rondelle di mela essiccata con gli altri visitatori del gruppo. Quattro giorni dopo, anche le mele del secondo piano erano finite. Benché abbiamo ancora molto da imparare, la consapevolezza di noi consumatori sta però progressivamente aumentando: il quarto piano si è svuotato in soli 16 giorni, il terzo in 30 e il secondo in 36. La grande sfida è vedere se il 31 ottobre ci sarà ancora qualcuno dei sacchettini, peraltro confezionati dai lavoratori disabili della Fondazione Egnach e Mansio.
Per la torre sono state prodotte 5 tonnellate di mele essiccate, derivate da 50 tonnellate di frutti freschi, circa metà dei quali della varietà Jonagold. Ovviamente, le mele provengono tutte da frutteti svizzeri e rappresentano non solo la biodiversità garantita dal Paese, che riesce a produrne ben mille varietà, ma anche l’importanza di un’alimentazione sana e il valore della libertà incarnato da Guglielmo Tell, eroe nazionale che riuscì a trafiggere con una freccia il frutto posto sulla testa del figlioletto.

IL SALE E LA RESPONSABILITÀ

La torre del sale nel padiglione svizzero in ExpoDel sale la Svizzera − che ne produce 60mila tonnellate all’anno estraendolo dai siti di Schweiserhalle, Riburg e Bex − ne fa una questione di equilibrio e responsabilità. Per questo ricorda che, secondo le indicazioni dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), ciascuna delle dosi di 20 grammi messe a disposizione dei visitatori è sufficiente per il fabbisogno individuale di quattro giorni. Attualmente, il consumo quotidiano in Svizzera e nel mondo si attesta attorno ai 10 grammi, in gran parte assimilato da alimenti pronti (pane, formaggio, carne e derivati). Il messaggio che vuole dunque lanciarci il sale delle Alpi è quello di un consumo ragionevole, a vantaggio della nostra salute e di quella del pianeta. La Svizzera si fa forte del bilancio ecologico esemplare delle saline di Bex, dove il processo di estrazione del cosiddetto “oro bianco” prevede da circa mezzo secolo la termocompressione, procedimento che consente di ridurre del 90 percento l’energia necessaria alla produzione. Il 70 è invece la percentuale di sale rimasta per ora nella torre.

L’ACQUA E LA SOSTENIBILITÀ

Bicchieri del padiglione svizzeroL’ultima torre è dedicata all’acqua, risorsa fondamentale per ogni forma di vita. Alla ribalta c’è la sua preziosità: ancora oggi 783 milioni di persone non vi hanno accesso e, come se non bastasse, 2,5 miliardi non dispongono di servizi igienici. Per contro, ogni anno la Svizzera, tramite la Dsc e la Seco (Segreteria di Stato e dell’economia), investe circa 200 milioni di franchi nella valorizzazione dell’acqua, molti dei quali destinati alla cooperazione transfontaliera per la gestione delle risorse idriche a livello internazionale.
Come sta accadendo in quella delle mele, anche in questa torre stiamo dimostrando di avere molto da imparare. Delle scatole contenenti i bicchieri, che si possono riempire nella stessa torre con l’acqua proveniente dalla falda freatica di Milano, per ora ne sono rimaste il 25 percento. I bicchieri, in plastica dura e dunque riutilizzabili, sono uno dei souvenir preferiti dai visitatori. Confesso che al bicchiere non ho resistito neppure io…

NON SOLO LUOGO DI PASSAGGIO

Dei 20 minuti circa che servono per visitare le torri, dedicane qualcuno alle opere di animal art che decorano i corridoi.
Sono davvero ricchissime di dettagli: per esempio, se osservi bene quella situata nei pressi delle scatole di sale, trovi l’indicazione dei 5 grammi di consumo quotidiano raccomandato dall’Oms, ma anche la stella alpina (Edelweiss), che è il simbolo della Svizzera.

UN CASTELLO PER L’EUROPA

Monolito del San GottardoL’acqua ritorna protagonista con la mostra permanente dei quattro cantoni del San Gottardo. Proprio da questo massiccio, noto per l’appunto come il “castello dell’acqua” d’Europa, sgorgano il Reuss, il Reno, il Rodano e il Ticino, che attraversano e nutrono il nostro continente prima di gettarsi nel Mare del Nord e nel Mediterraneo. Protagonista di “Acqua per l’Europa”, questo il titolo della mostra, è un monolito di 20 tonnellate di granito, scolpito in 25mila ore lavorative, che riproduce fedelmente il passo. Al soffitto sono ancorati canali d’irrigazione in legno, che possono essere azionati dagli stessi visitatori grazie a leve collocate ai quattro angoli della sala, ognuno dei quali espone le ricchezze dei cantoni (Grigioni, Ticino, Uri e Vallese). Prima di uscire, ricorda di prendere una cartolina: se la affranchi con un francobollo da 1 euro, ovviamente in vendita presso il padiglione, la puoi imbucare subito. Sarà spedita in Svizzera e da lì raggiungerà il tuo destinatario, in qualsiasi parte del mondo si trovi.

NUTRI LA TUA MENTE

Mostra Feed your mind nel padiglione svizzeroInteressantissima è anche l’altra mostra permanente ospitata ai piedi delle torri. È l’esposizione interattiva Feed your mind, che consiglio vivamente, soprattutto alle future e neomamme. I contenuti sono stati sviluppati dal Nestlé Research Centre, dal Nestlé Institute of Health Science e dall’Istituto auxologico italiano e indagano la relazione tra cibo e uomo. Ti ritroverai in un grembo materno, ripercorrerai l’alimentazione nei primi mille giorni di vita del neonato cogliendone l’importanza, scoprirai il ruolo dei sensi e delle emozioni nella nutrizione, il rapporto tra fame e sazietà e la nutrigenomica, la cosiddetta “medicina del futuro” che studia gli effetti che gli alimenti hanno sulle nostre cellule.

CITTÀ IN MOSTRA

Ai piedi delle torri c’è un altro spazio espositivo dedicato alle tre città partner del padiglione: Basilea, Zurigo e Ginevra. Dopo le mostre su Basilea e Zurigo, fino a sabato 12 settembre è in programma l’esposizione comune Swiss Urban Food Innovation, che si concentra su innovazioni nell’utilizzo sostenibile delle risorse e della produzione di generi alimentari. Dal 17 settembre è la volta di Ginevra, che presenta un viaggio estetico e sensoriale nel cuore dell’acqua, un’installazione di pareti vegetali e si sofferma anche sul riciclo dei materiali.

L’ARTE È DI CASA

Opera di Spoerri al padiglione svizzero in ExpoAnche se non è ora di pranzo, fai un salto al piano del ristorante. Il padiglione ospita diverse opere d’arte, ma qui trovi quella che un vero foodlover non può perdersi. L’ha realizzata Daniel Spoerri (1930), precursore della Eat Art, la cui poetica sta in una riflessione critica sui principi fondamentali della nutrizione in rapporto al valore spirituale dell’uomo. Spoerri è famoso per i suoi tableaux-pièges, assemblaggi di oggetti di uso quotidiano fissati a supporti e ribaltati nell’orientamento. In quest’opera, sono stati assemblati pezzi realizzati dalla manifattura di porcellane Meissen, prima a nascere in Europa nel 1710. La Meissen ha messo appositamente in produzione una selezione di vari modelli di porcellane rotte, frammentate, capovolte, tagliate e ricomposte in 36 formelle quadrate del lato di 31 centimetri ciascuna su indicazione dell’artista. Ne è uscita un’indimenticabile tavolata bianca, che fa venir voglia di visitare anche la prossima personale di Spoerri, in programma a Modena dal 10 ottobre al 31 gennaio nelle sedi di Palazzo Santa Margherita e Palazzina dei Giardini.

CIOCCOLATOMANIA

Atelier del cioccolato nel padiglione svizzeroForte delle 180mila tonnellate di cioccolato che produce ogni anno, la Svizzera ha decisamente tutte le carte in regola per insegnare a farlo anche a noi. Se ami il cibo degli dei, non puoi dunque perdere l’occasione di partecipare all’Atelier organizzato dal Centro svizzero per la scienza Technorama, dalla Fondazione svizzera dell’economia del cacao e del cioccolato Chocosuisse e dalla Dsc. Presso il padiglione si tengono quotidianamente due laboratori gratuiti, della durata di 45 minuti ciascuno, in cui viene mostrato come produrre e lavorare il cioccolato. Per partecipare, devi prenotarti presso il chiosco del padiglione stesso.

LA VISITA CONTINUA ON LINE

In un certo senso, puoi continuare la tua visita anche quando sei ritornato a casa. Sul sito web ufficiale del padiglione, puoi infatti trovare l’aggiornamento in tempo reale della situazione delle torri e fare nuove scoperte. Per esempio, puoi scaricare Sharing food, l’App contro lo spreco alimentare ideata da alcuni studenti di un liceo classico di Parma e vincitrice del concorso che la Svizzera ha organizzato per le scuole superiori elvetiche e italiane. Inoltre, puoi divertirti con Plantwise, gioco che si rifà al programma lanciato nel 2010 dalla Dsc per ridurre la perdita di cibo mediante delle vere e proprie “cliniche delle piante”, in grado di individuare in tempo utile gli organismi nocivi che colpiscono i raccolti.

Consigli pratici per il visitatore

Il padiglione è dotato di un take away e di un ristorante. Nel menu di quest’ultimo, vengono inseriti piatti regionali a seconda del periodo di promozione: fino al 29 settembre potrai gustare specialità di Ginevra e dal 12 al 31 ottobre del Vallese.

Orari: il padiglione è aperto dalle 10 alle 21, l’ultimo ingresso alle torri è previsto per le 20.20. Il ristorante e il take away sono aperti dalle 10 alle 22.30.
Ubicazione: vicino a Casa Don Bosco, non distante da Piazza Italia (coordinate sulla mappa: G 21; fermata della navetta: 5); l’ingresso più vicino è Sud Merlata.

Fotografie: Padiglione Svizzera, Expo2015/Daniele Mascolo, tranne quelle con indicazione di copyright.

Leggi anche le presentazioni degli altri padiglioni in Racconti da Expo.

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