FACCIAMO LA RIVOLUZIONE CON JAMIE OLIVER

In occasione del Food Revolution Day, giornata di sensibilizzazione globale sull’educazione alimentare ideata dal noto chef britannico, la Fondazione Bcfn dà dieci suggerimenti per vivere meglio il rapporto col cibo e l’ambiente. Scopriamoli insieme

Lo chef Jamie Oliver

L’esempio conta, eccome. Potrebbero bastare queste parole per riassumere il senso del Food Revolution Day, che ricorre proprio oggi. La giornata di sensibilizzazione globale, ideata nel 2012 dalla Jamie Oliver Foundation e promossa quest’anno in Italia dalla Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition, mira a diffondere la consapevolezza dell’importanza dell’alimentazione e, soprattutto, dell’educazione al cibo sano e buono attraverso tre semplici gesti: cucinarlo, condividerlo, viverlo.

Tutti concetti cui Jamie Oliver, 40enne chef britannico di fama internazionale, tiene particolarmente, non solo per via della sua professione ma anche perché è papà di ben quattro bimbi. Chi come lui, dunque, può dare l’esempio?

Indubbiamente i genitori che, con il loro differente grado di consapevolezza, hanno la grande chance di educare correttamente le giovani generazioni. E, a pensarci, proprio in questo “differente grado di consapevolezza” sta il nocciolo della questione.

IL PERICOLO DELL’OBESITÀ INFANTILE

Che il problema della corretta alimentazione riguardi tutti, anche i Paesi più industrializzati, è ormai fatto comprovato dalle statistiche. Nella pratica, questo si traduce con obesità e sovrappeso infantili.

In tutto il mondo sono circa 42 milioni i bambini in sovrappeso sotto i 5 anni di età. Entrando più nel dettaglio, in Europa il sovrappeso riguarda circa il 16-22% dei bambini (11,8-16,3 milioni) e l’obesità ne colpisce il 4-6% (2,9-4,4 milioni). Neppure il nostro Paese sfugge a questo problema: secondo i dati del sistema di sorveglianza nazionale Okkio alla salute, il 20,9% dei bambini italiani è in sovrappeso e il 9,8% è obeso.

La fotografia non è per nulla rincuorante, soprattutto se si considera che solo il 29% della popolazione italiana svolge regolare attività fisica. Gli esperti dicono che questi fattori determinano condizioni di rischio per la salute, abbassano la qualità della vita e portano al possibile sviluppo di patologie croniche fin dalla giovane età.

Spesso si dimentica di dire che, molto probabilmente, anche i genitori dei bimbi obesi o in sovrappeso lo sono e non riconoscono i figli come tali. Se ci riflettiamo, è infatti raro incontrare bambini con problemi di peso e genitori in forma.

IL RAPPORTO TRA CIBO E AMBIENTE

C’è anche un’altra questione da valutare. Se tutti sappiamo che alimentarsi nel modo giusto o sbagliato influisce sulla nostra salute, forse facciamo più fatica a riflettere sul fatto che le nostre scelte alimentari impattano sull’ambiente non meno dei trasporti, del riscaldamento degli edifici e dell’utilizzo di energia elettrica. Se consideriamo solo le emissioni di gas serra, per esempio, scopriamo che è proprio il cibo a dare il contributo maggiore al cambiamento climatico. Secondo quanto sostengono gli autori del libro Eating Planet (Edizioni Ambiente, 2016), esso arriva addirittura, con il 31% del totale, a superare sia il riscaldamento (23,6%) sia i trasporti (18,5%). Particolarmente rilevante è poi il consumo di carne, responsabile del 12% delle emissioni totali, mentre i prodotti lattiero-caseari contribuiscono per il 5%.

LA “RIVOLUZIONE” IN DIECI MOSSE

Da dove partire, dunque, per garantire una vita migliore alle generazioni future? Alcuni suggerimenti ci arrivano proprio dalla Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition, che in occasione del Food Revolution Day, ha stilato il “decalogo” per una alimentazione corretta per la salute e rispettosa dell’ambiente. Se lo leggi, ti rendi conto che passare dalla teoria alla pratica non è poi così problematico. Ci vuole un po’ d’impegno, ma d’altra parte stiamo parlando di una gran bella “rivoluzione”…

  1. L’educazione alimentare a scuola e in famiglia è fondamentale per diffondere sane abitudini tra bambini e adolescenti: promuovi e supporta campagne di sensibilizzazione!
  2. Modera il consumo di carne e scegli più spesso i legumi: è un bene per la tua salute e quella dell’ambiente.
  3. Dai più spazio agli alimenti della tradizione mediterranea come frutta, verdura, cereali integrali e olio extravergine di oliva.
  4. Limita il consumo di alimenti ricchi di grassi, sale e zucchero: dovrebbero essere solo un consumo occasionale.
  5. Movimenta la tua giornata. Inserisci l’attività fisica nella quotidianità: non solo spostandoti a piedi o salendo le scale, ma dedicando più tempo ad attività all’aria aperta!
  6. Sii un consumatore consapevole: informati sul percorso che il cibo ha fatto lungo la filiera alimentare, leggi bene le etichette, prediligendo, quando possibile, prodotti locali e di stagione.
  7. Riscopri la convivialità e il piacere a tavola. Prepara il cibo, scambialo, consumalo con altre persone, condividine il piacere.
  8. L’alimentazione dei più giovani è fortemente influenzata dall’ambiente in cui crescono: prediligi cibi sani, un ambiente domestico stimolante, coinvolgi i ragazzi nella spesa e nelle ricette!
  9. Non sprecare il cibo: controlla la data di scadenza, compra quello che ti serve, condividi le eccedenze.
  10. Mangiare bene conviene a tutti: un regime alimentare che si basa sui principi della dieta mediterranea e su alimenti freschi può tradursi in un risparmio economico.

Foto: Ufficio stampa Fondazione Bcfn

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25 pensieri su “FACCIAMO LA RIVOLUZIONE CON JAMIE OLIVER

  1. Ottimo che si curi di questo problema, è una vera piaga, specialmente in altri paesi.
    Anche qui a volte vedo bambini molto grassi con genitori che non fanno altro che comprar loro brioches, gelati e focaccia per accontentarli, dicendo “è nella crescita”.
    Dovrebbero tenerli a dieta anche se sono bambini.

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