ALL’INTOLLERANZA AL LATTOSIO C’È RIMEDIO

Assumere un integratore alimentare di enzima lattasi può migliorare notevolmente la vita di chi soffre del disturbo. La dottoressa Annalisa Pediroda, biologa specializzata in fisiologia e patologia della nutrizione, ci spiega perché

La nutrizionista Annalisa Pediroda e le compresse di integratore alimentare di enzima lattasi

Quali sono i punti di forza degli integratori alimentari di enzima lattasi? Presentano controindicazioni? Sono davvero efficaci? Per fugare questi e altri dubbi, che possono ragionevolmente sorgere in un intollerante al lattosio che non ne ha mai fatto uso, ho deciso di chiedere un parere alla dottoressa Annalisa Pediroda, biologa specializzata in fisiologia e patologia della nutrizione nonché membro del team multidisciplinare g&life di Trieste.

La dottoressa Pediroda, che finora ha individuato i valori nutrizionali delle ricette raccolte nello speciale “Sharing is caring… anche se c’è lattosio!”, elabora piani alimentari per pazienti cui vengono diagnosticate intolleranze sulla base di mirate analisi genetiche.

Dottoressa, cosa pensa degli integratori alimentari di enzima lattasi? Solitamente ne consiglia l’assunzione agli intolleranti al lattosio?
Credo siano molto utili. Visto che la sintomatologia può essere molto severa, assumere un integratore un attimo prima di mangiare costituisce un aiuto concreto per l’intollerante al lattosio. Per esempio, quando si pranza o cena fuori non c’è mai l’assoluta certezza sulla composizione dei piatti e l’assunzione di un integratore mette al riparo da eventuali sintomi e disturbi. A casa, nonostante possa essere meno problematico seguire un regime alimentare privo di lattosio, non è consigliabile rinunciare a una dieta ricca di calcio, che quindi annoveri latte e derivati, soprattutto in determinate situazioni. Anche in questo caso, gli integratori diventano spesso indispensabili.

Bicchiere di latte e formaggi

Assumere calcio è fondamentale per mantenere in salute l’organismo

Ci può fare qualche esempio concreto?
Partiamo dal presupposto che il calcio è una sostanza fondamentale per tutti e che la sua assunzione deve essere garantita per mantenere in salute l’organismo. In alcuni casi, poi, il suo ruolo è addirittura cruciale. Pensiamo per esempio ai bambini in fase di crescita, allo sportivo o, caso emblematico, alla donna in menopausa che soffre di osteoporosi: se il pannello genetico indica una predisposizione all’intolleranza al lattosio, l’integratore di enzima lattasi diventa assolutamente necessario perché il soggetto non può rinunciare al calcio. Purtroppo c’è molta disinformazione e spesso le donne in questa situazione pensano che sia sufficiente mangiare alcuni tipi di verdure per sopperire alla sua carenza. In realtà, il discorso non è così semplice: bisogna valutare attentamente lo specifico ortaggio. Per esempio, occorre verificare se contiene anche acido fitico, sostanza che va a diminuire l’assorbimento del calcio.
C’è chi dice che gli integratori alimentari di enzima lattasi siano poco efficaci: qual è la realtà?
Molti non usano l’integratore alimentare seguendo le modalità e i tempi indicati e sicuramente questo incide sulla sua efficacia. Se assunto a dovere, questo prodotto riesce a eliminare la comparsa dei disturbi e quindi a svolgere perfettamente la sua funzione. La sua efficacia può poi dipendere anche dal grado d’intolleranza del soggetto, che è molto variabile.

Pizza Margherita tagliata a fette

Un intollerante al lattosio può mangiare una pizza margherita se assume la giusta compressa di integratore di enzima lattasi prima del pasto

Spesso e volentieri un intollerante non conosce l’esatta quantità di lattosio contenuta nel cibo che andrà a mangiare. Come deve comportarsi per non correre rischi?
La quantità di enzima lattasi fornita dagli integratori è di norma ampiamente sufficiente a permettere la digestione del lattosio che può essere contenuto in un pasto, anche abbondante. Per esempio, una compressa di Lactease per adulti consente di digerire 22,5 grammi di lattosio, che sono tantissimi. Basti pensare che una porzione di torta ricca di latte e burro può arrivare più o meno a 5 grammi di lattosio. Circa la stessa quantità è contenuta in una pizza margherita con doppia mozzarella… Arrivare ad assumere 22,5 g di lattosio in un solo pasto è davvero difficile e quindi la quantità di enzima contenuta in una compressa di Lactease permette di digerire tranquillamente tutto il lattosio di un pasto, ricco in quantità e gusto.
Stiamo parlando d’integratori alimentari di enzima lattasi, ma in commercio esistono anche farmaci che hanno la stessa funzione. Meglio assumere un integratore o un farmaco?
Da professionista della nutrizione, non posso che consigliare un prodotto naturale. Sempre meglio un integratore, perché non ha controindicazioni né comporta effetti collaterali.
Quella al lattosio è indiscutibilmente una delle intolleranze più diffuse. Ci sono però molte persone che sono convinte di soffrirne senza aver avuto una diagnosi precisa e magari provano comunque ad assumere un integratore alimentare di enzima lattasi. Cosa può succedere se poi in realtà non si tratta d’intolleranza al lattosio?
Non può succedere nulla di male. Se dopo aver assunto l’integratore i disturbi non diminuiscono, evidentemente il problema è un altro e in questo caso è necessario rivolgersi al proprio medico per ulteriori indagini.

Diario alimentare Lactease

Quando si sospetta un’intolleranza alimentare è bene tenere un diario (scaricabile al relativo link sottostante) su cui annotare ciò che si mangia e i disturbi che si avvertono

Quale consiglio può dare a chi sospetta di essere intollerante al lattosio?
Nel caso si sospetti di avere una qualsiasi intolleranza, non solo quella al lattosio, è bene innanzitutto tenere un diario alimentare. Occorre annotare quotidianamente cosa si è mangiato e quali disturbi si sono presentati. Qualora ricorrano sintomi in presenza del medesimo alimento, è opportuno depennarlo temporaneamente dalla dieta per vedere cosa succede. Se i sospetti iniziano a trovare fondamento, è bene rivolgersi allo specialista e fare un test specifico. Nel caso s’ipotizzi un’intolleranza al lattosio, l’ideale è sottoporsi sia al Breath Test sia al test genetico. In particolare, quest’ultimo è in grado di stabilire se l’intolleranza è di tipo primario, ovvero se si è privi del gene dell’enzima lattasi sin dalla nascita, indipendentemente dall’età in cui il disturbo si manifesta.
L’intolleranza al lattosio può essere temporanea?
Sì, certo. Succede quando ci troviamo di fronte a un’intolleranza di tipo secondario. Essa può essere scatenata da specifiche patologie, da terapie antibiotiche o anche da un’infiammazione. A risultare indebolita è la mucosa intestinale, che non esplica più le sue funzioni in modo adeguato e dunque non produce più l’enzima lattasi. In tal caso, l’assunzione degli integratori deve essere temporanea e funzionale al ripristino della mucosa.

Etichetta di un prosciutto cotto senza proteine del latte

Per convivere con qualsiasi tipo d’intolleranza alimentare è fondamentale controllare le etichette del cibo che si acquista

Cosa consiglierebbe a chi ha appena scoperto di essere intollerante al lattosio?
Come primo step consiglierei un periodo di dieta priva di lattosio, che normalmente permette alla flora intestinale di riacquistare le proprie funzionalità, compresa una certa attività di produzione di enzima lattasi. Questo però non significa escludere i derivati dal latte tout court. Per esempio, molti non sanno che i formaggi ben stagionati hanno un contenuto di lattosio nullo o quasi. La regola d’oro è controllare rigorosamente le etichette che, grazie alle vigenti normative, si rivelano affidabili. Superata questa prima fase, è necessario tornare a una dieta completa, reintroducendo gradualmente tutti quegli alimenti che contengono lattosio e che sono importanti per stare bene e in salute. Per avere indicazioni precise e una dieta mirata, è comunque consigliabile seguire i consigli di un nutrizionista.
L’integratore di lattasi può rappresentare un aiuto anche dal punto di vista della socialità e della convivialità?

Pancarrè, wuerstel, prosciutto cotto e hamburger

Pancarrè, salumi e hamburger sono solo alcuni degli alimenti insospettabili che possono contenere lattosio (per approfondire clicca sul relativo link sottostante)

Certamente sì. Pensiamo per esempio a una mamma che deve accompagnare il proprio bimbo intollerante alla festa di compleanno dell’amichetto. Cosa dovrebbe fare? Preparare lei una torta senza lattosio? Chiedere all’altra mamma di procurarne una? In entrambi i casi, il piccolo si sentirebbe diverso. Oppure immaginiamo un ragazzino che deve andare in gita scolastica per qualche giorno: sul menu dell’albergo non si possono avere certezze, anche perché il lattosio è contenuto in alimenti insospettabili, come alcuni prodotti da forno e salumi. In questi casi, la soluzione migliore è abituare il figlio ad assumere l’integratore di enzima lattasi per sentirsi sempre a proprio agio ed evitare l’insorgere di qualsivoglia sintomatologia.
Lei ha lavorato per ditte di ristorazione che riforniscono mense scolastiche ed è anche mamma. Secondo la sua esperienza, i genitori di un bambino intollerante al lattosio possono stare tranquilli quando lo iscrivono alla mensa?
Sulla base della mia esperienza posso dire di sì. Esiste sempre un regolamento d’istituto e uno della ditta appaltatrice. Questa è tenuta a rivolgersi a professionisti della nutrizione per l’elaborazione dei piani alimentari, che devono essere studiati sulla base delle informazioni raccolte tramite questionario presso i genitori. Vero è che il fattore economico incide, ma una ditta seria cerca sempre di sostituire un alimento con l’equivalente senza lattosio e lo rimpiazza con uno diverso solo quando non esiste un’alternativa. Alcuni prodotti, come per esempio il prosciutto cotto, vengono poi acquistati di default privi di lattosio e glutine. L’obiettivo che una ditta seria persegue è sempre quello di far stare bene il bambino, anche nel senso di non farlo sentire diverso dai suoi compagni.
Anche perché non è proprio il caso di sentirsi diversi per un’intolleranza al lattosio…
Assolutamente no. Ci sono persone, anche a me vicine, che scoprono di essere intolleranti e rinunciano troppo facilmente a mangiare latticini perché cadono letteralmente nel panico. Questo è un grave errore, anche perché chi soffre di questo disturbo ha la fortuna di disporre degli integratori alimentari di enzima lattasi. Agli intolleranti al lattosio dico sempre di riflettere su quanto migliorerebbe la qualità della vita di un celiaco se avesse a disposizione integratori del genere. Perché dunque non giovarsi di un aiuto così concreto?

PER SAPERNE DI PIÙ
L’intolleranza al lattosio
Il Breath test e il test genetico
Alimenti insospettabili contenenti lattosio
Il diario alimentare

LE RICETTE DELLO SPECIALE
Kanelbullar (o Cinnamon Roll)
Kartoffelsuppe
Mini Apple Pie
Pintxos baschi

Annunci

11 pensieri su “ALL’INTOLLERANZA AL LATTOSIO C’È RIMEDIO

  1. Che post interessante, bravissima, il prossimo post scrivero’ una ricetta di un dolce senza lattosio per un mio caro follower che me l’ha chiesto, sono sempre di piu’ le persone intolleranti, ti abbraccio cara, grazie della lettura, buona giornata, ❤

    Liked by 1 persona

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...