VITA DA FOOD BLOGGER INTOLLERANTE

Manuela Di Maio ci racconta come affronta nella quotidianità le proprie intolleranze al glutine e al lattosio e ci svela i trucchi per riuscire a convivere serenamente con entrambe: una spesa intelligente, un integratore alimentare e tanta amorevole attenzione

Manuela Di Maio nella sua cucina

Manuela Di Maio ha 40 anni e potrebbe essere una mamma come tante, se non fosse il capitano di un’allegra ciurma che sta navigando, a bordo di un blog, attraverso quel “vastissimo mare” che lei stessa chiama “Vita”. La ciurma è composta da papà Mauro e dalle piccole Serena, 10 anni e mezzo, e Greta, 3 anni e mezzo.

Manuela Di Maio cucina con le figlie Serena e GretaIl blog è Una Favola in Tavola – Il Mondo di Ortolandia, spazio virtuale in cui “Capitano Manu” parla della sua famiglia e delle sue grandi passioni: in primis la cucina, ma anche la lettura e la scrittura. Tra una (gustosa) ricetta e l’altra, Manuela racconta la quotidianità di una donna milanese trasferitasi in un tranquillo paesino, situato tra le province di Lodi e Piacenza. Una mamma che soffre di alcune intolleranze alimentari e deve cucinare sia per se stessa sia per chi ha la fortuna di poter mangiare di tutto. Manuela si trova dunque in una situazione diametralmente opposta alla mia, quella di una non intollerante che cucina per chi lo è. Proprio per questo motivo, ho ritenuto interessante intervistare “Capitano Manu” nell’ambito dello speciale “Sharing is caring… anche se c’è lattosio!”.

Manuela, il tuo blog esiste da poco più di due anni. Ci racconti cosa ti ha spinto a lanciarlo e come ha cambiato le tue giornate?

Quando è nata la mia seconda bimba, Greta, ho deciso di fare la mamma a tempo pieno. È stato un grande cambiamento perché prima conducevo una vita molto frenetica, divisa com’ero tra la famiglia e un lavoro parecchio impegnativo. Sentivo il bisogno di una valvola di sfogo, che mi consentisse di evadere dalle quattro mura di casa, e così è nato il blog. Lo considero il mio piccolo angolo di mondo, in cui riesco a coltivare grandi passioni, e un ottimo strumento di costante aggiornamento. Sembrerà strano, ma il blog mi ha anche permesso di instaurare rapporti d’amicizia con tante persone che non avrei conosciuto altrimenti. Ovviamente, curare un blog è un grande impegno, ma posso dire che ne vale proprio la pena.

Saper cucinare e saper scrivere sono due competenze fondamentali per tenere un foodblog. Come le hai acquisite?

Per me la cucina e la scrittura sono due grandi passioni. Quella per la cucina mi è nata spontaneamente, soprattutto grazie alla mia nonna materna. Mi sembra di vederla ancora preparare il minestrone, mettendo un grande pentolone sul fuoco, e nel mio olfatto è rimasto impresso lo straordinario profumo che lo caratterizzava. La sua polenta, poi, era fantastica. Dalla nonna paterna, che è siciliana, ho invece imparato a cucinare i piatti del Sud.
Anche la passione per la scrittura l’ho sempre avuta e sono contenta di averla trasmessa a mia figlia Serena. Pensa che insieme abbiamo scritto una raccolta di favole, che include ricettine fattibili dai bambini, e che ovviamente abbiamo intitolato Il Mondo di Ortolandia. Per ora ho pubblicato alcuni estratti sul blog con la speranza che prima o poi possano essere notati da un editore ben intenzionato.

Manuela Di Maio all'opera nella sua cucinaSul tuo blog ci sono ricette sia per bambini sia per intolleranti al glutine e/o al lattosio. Perché questa scelta?

Educare i bambini a una corretta alimentazione è fondamentale. Con Serena e Greta ho sempre usato la tattica del premio: se mangi questa verdura, poi ti concedo un pezzetto di buon cioccolato. Le caramelle non esistono e la giornata si conclude sempre con una tisana insaporita da una grattugiata di zenzero, spezia che aiuta a combattere i malanni di stagione. Va da sé che non tutti i bambini sono uguali: per esempio, Greta mangia qualsiasi cosa; al contrario, Serena è molto esigente. Ecco perché è il mio giudice: quando un piatto piace a Serena, piacerà sicuramente a tutti i bambini e la ricetta merita di essere pubblicata sul blog. Quanto alle intolleranze, sono io stessa a soffrirne quindi cucinare in un determinato modo è una necessità.

Come hai scoperto di essere intollerante al glutine e al lattosio?

Le due gravidanze sono state i fattori scatenanti. Ho scoperto di essere intollerante al lattosio a 30 anni, quando è nata Serena, in un periodo in cui effettivamente mangiavo parecchi latticini. Inizialmente, i medici avevano ricondotto i sintomi alla mia ernia iatale, ma poi il Breath Test ha decretato la sentenza. Quando aspettavo Greta, è invece arrivata la notizia dell’intolleranza al glutine: avvertivo un fastidiosissimo prurito su tutto il corpo e non si capiva bene da cosa fosse causato. Fortunatamente, una nutrizionista mi prescrisse per un certo periodo una dieta che escludeva gli alimenti che avrebbero potuto causare sintomi di vario tipo. Successivamente, un esame di laboratorio confermò anche la mia intolleranza al glutine.

Come hai reagito agli esiti positivi dei test?

Tutto sommato, scoprire di essere intollerante al lattosio non mi ha dato molti problemi. Ho dovuto escludere dalla mia dieta latte e formaggi freschi, ma posso ancora concedermi quelli stagionati. Al contrario, scoprire di essere intollerante al glutine è stato traumatico. Adoro la dieta mediterranea e, quindi, anche la pasta. Sulla mia tavola c’era sempre il pane. Doverli eliminare improvvisamente per otto lunghi mesi non è stato per nulla semplice.

Le tue intolleranze influenzano l’alimentazione di tutta la famiglia?

Quando siamo a casa, mio marito Mauro e le mie figlie mangiano sì latticini ma non alimenti con glutine, quindi si adeguano alle mie esigenze. C’è da dire che, negli ultimi tempi, i prodotti gluten free hanno fatto un enorme salto di qualità e ora in commercio se ne trovano alcuni che hanno un sapore molto simile, se non addirittura uguale, a quelli contenenti glutine. Lo dice pure Mauro, che è figlio di una cuoca veneta abituata a fare la pasta fresca tutti i giorni. Quella volta che andiamo al ristorante, il glutine me lo concedo, ma assumo sempre un integratore di enzima lattasi in modo da essere sicura di non avere problemi dovuti alla mia intolleranza al lattosio.

Piatto cucinato dalla blogger Manuela di MaioQuindi credi che gli integratori alimentari di enzima lattasi siano utili?

Sì, molto. Consentono a noi intolleranti al lattosio di giovare di proprietà nutritive e godere di sapori che altrimenti ci sarebbero preclusi. Proprio l’altro giorno, sono riuscita a mangiare una mozzarella di bufala dopo aver assunto una compressa masticabile e non ho avvertito nessuno dei fastidiosissimi sintomi che invece avevo quando non sapevo di essere intollerante.

Ci sono altri casi d’intolleranze alimentari nella tua famiglia?

Nella mia famiglia d’origine, no. Per ora le mie bambine non hanno avuto alcun sintomo, ma prima o poi le porterò comunque a fare i test. Credo però che un eventuale problema, soprattutto se legato al glutine, potrebbe presentarsi solo nel momento in cui lasceranno casa perché fino ad allora seguiranno sicuramente una dieta che ne è pressoché priva.

Le intolleranze alimentari hanno influito sul tuo rapporto con gli altri?

Sicuramente soffrire di un’intolleranza alimentare ti rende diverso, ma devi essere tu a impegnarti per non sentirti tale. Anche se ultimamente si stanno facendo passi da gigante, sotto questo aspetto l’Italia risulta comunque molto indietro se paragonata ad altri Paesi europei. Per esempio, tante persone continuano a non sapere qual è la differenza tra un celiaco e un intollerante al glutine. Magari ti capita di entrare in un locale che si definisce “gluten free”, ma poi lo stesso cameriere ti porta contemporaneamente al tavolo una pizza con il glutine e una che ne è priva, ignorando evidentemente che in questo modo rischia di contaminare anche quella per il celiaco e quindi di causargli seri problemi. Gli intolleranti al lattosio sono un po’ più fortunati.

Quale consiglio daresti a chi ha appena scoperto di soffrire di un’intolleranza alimentare?

L’importante è non abbattersi. Oggi esistono tanti prodotti alternativi a quelli tradizionali, basta imparare a fare la spesa con intelligenza. Inoltre, un aiuto concreto per l’intolleranza al lattosio è rappresentato dagli integratori alimentari di enzima lattasi, che permettono di digerirlo senza sintomi. A ogni modo, la regola d’oro è sempre avere un atteggiamento positivo verso la vita, anche quando c’è un’intolleranza alimentare che si mette di traverso.

PER SAPERNE DI PIÙ
Gli integratori di enzima lattasi
Intolleranza al lattosio e gluten sensivity

LE RICETTE DELLO SPECIALE
Kanelbullar (o Cinnamon Roll)
Mini Apple Pie

Le fotografie di mamma Manuela e delle piccole Serena e Greta sono di papà Mauro.

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11 pensieri su “VITA DA FOOD BLOGGER INTOLLERANTE

  1. Toh ma guarda chi c’è, il mio amorevole Capitano! 😀
    Interessante questa intervista, mi ha aiutata a capire meglio il problema delle intolleranze che affliggono diverse persone. E meno male che oggi in commercio ci sono prodotti alternativi che soddisfano positivamente il palato senza costringere a diete improponibili che tralasciano gusto e sapore.
    Manuela non ha perso di vista la bellezza della vita, affronta con piglio deciso la sua intolleranza ed ai fornelli riesce ad ottimizzare il frutto della sua esperienza culinaria.
    Un bacione ♥

    Liked by 1 persona

    • Prodotti senza glutine di qualità e integratori alimentari di enzima lattasi aiutano veramente tanto. L’importante è tenersi costantemente informati e affrontare con l’atteggiamento giusto ogni piccola difficoltà quotidiana, proprio come fa Manuela.

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  2. Mi piace proprio questa intervista! Mi avete chiarito alcuni aspetti delle intolleranze e mi avete permesso di conoscere un po’ meglio l’amica blogger intervistata 🙂

    Non vorrei essere stucchevole ma, seppur lunghi e quindi spesso non riesco a leggerli, gli articoli di questo blog li trovo davvero ben fatti, professionali!
    Davvero brava, continua così!

    Liked by 1 persona

    • Sono contenta che ti piaccia. Credo che questo testo possa essere utile a chi si trova in una situazione simile, soprattutto se ha scoperto da poco di soffrire di un’intolleranza alimentare. Tengo a rendere il mio blog utile e in questo caso tu mi hai aiutato molto. 🙂

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