TUTTI I SAPORI DEL MAROCCO

Nelle ultime ore di Expo ti racconto il primo padiglione che ho visitato. Da allora sono passati mesi, ma il prezioso zafferano di Taliouine e il vestito di fagiolini extrafini non me li sono scordati così come non ho dimenticato l’emozione di un’avventura ancora tutta da vivere…

La facciata del padiglione del Marocco in Expo 2015Che in Expo si possa fare (code permettendo) il giro del mondo in un solo milione di metri quadrati è certo. Che nel padiglione del Marocco sia racchiuso un intero Paese, con tutti i suoi sapori e colori, è altrettanto vero.
All’estremità est del Decumano sorge una kasbah, costruzione berbera in legno e terra, tipica del Sud del Marocco. Un tempo cittadella attorniata da mura difensive, oggi la kasbah è spesso un castello appartenente a una singola famiglia. Proprio in questo meraviglioso castello ho fatto il mio primo viaggio in Expo e ho intuito che quella che avrei vissuto nei mesi successivi sarebbe stata un’esperienza indimenticabile. Oggi posso dire che, almeno una volta nella vita, non mi sono sbagliata.

CINQUE ECOSISTEMI IN UNA KASBAH

Il padiglione, progettato dagli architetti Tarik Oualalou e Linna Choi, si estende su una superficie di 2.900 metri quadrati, dei quali 1.300 edificati. Organizzata in un volume, l’esposizione è una passeggiata fluida, che all’esterno continua in un grande giardino. La mostra, curata dall’agenzia Live! del gruppo GL events, ti consente di partecipare a un viaggio che coinvolge tutte le sfere sensoriali per avvertire l’intensità delle fragranze, il piacevole contatto con materie di diverso tipo, i giochi di luce, colori e ombre, i paesaggi sonori e la raffinatezza dei sapori. Tanto basterebbe per consigliare il padiglione anche a un visitatore ipovedente, ma c’è dell’altro.
Mentre passeggi, attraversi i cinque ecosistemi che caratterizzano il Marocco da settentrione a meridione: dal litorale del Mediterraneo alle pianure del Centro, passando per la costa oceanica e le montagne dell’Atlante, e arrivando così nel Grande Sud. Proprio mentre li attraversi, ne percepisci i sapori e ne scopri la biodiversità. “Morocco, a journey of flavours” è d’altra parte il tema del padiglione, emblema di un Paese che dal 2008 ha rafforzato la sua identità agricola grazie al Piano Marocco verde. Con questa strategia e investimenti di 36,8 miliardi di dirham di fondi pubblici e 22 miliardi di fondi privati, il ministero dell’Agricoltura e della pesca marittima è riuscito, per esempio, a ottenere importanti risultati in termini di crescita del prodotto interno lordo (+37%), di creazione di impiego (+27 associazioni economiche e +430 cooperative agricole) e dunque di lotta alla povertà, di meccanismi d’irrigazione localizzata (+132%) e di meccanizzazione (+36%).

NEL BLU DEL MEDITERRANEO

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Appena varchi la soglia del padiglione ti ritrovi in una stanza blu. La musica avvolgente e la fresca temperatura fanno da contorno a una serie d’immagini proiettata a muro (di cui puoi vedere alcuni esempi nella photogallery), che inizia a immergerti nell’atmosfera del litorale mediterraneo e ti rivela tradizioni, paesaggi e doni della natura. Tangeri, Tetouan, Chefchaouen e Al Hoceima sono solo alcuni degli insediamenti arroccati tra il mare e la montagna, che caratterizzano il litorale. Il fascino di città antiche, colorate da una sabbia fine e bianca, ti fa dimenticare ben presto di essere a Rho.

TRA CLEMENTINE E MANDORLE

Clementine del Marocco in ExpoIl Nord del Marocco, porta d’accesso dell’Africa per molti visitatori, è la terra delle deliziose clementine di Berkane, senza semi e dalla buccia rossastra, con cui si preparano succhi e marmellate. Nella sala dedicata a quest’area geografica, puoi ammirare riproduzioni fedelissime degli agrumi e degli alberi da cui vengono colti.

Tartufo e mandorle del Marocco in Expo 2015Lo stesso accade per le dolci e piccole mandorle di Tafraout, di cui il Marocco è quinto produttore al mondo grazie alle 800 tonnellate annue delle province di Al Hoceima. Queste mandorle biologiche, spesso offerte agli invitati come segno d’ospitalità e riconoscenza, hanno un particolare sentore di nocciola. La sala ospita anche un bellissimo esemplare di tartufo del deserto, che viene raccolto dai pastori degli altipiani orientali e poi consumato con uova, pasta e insalate oltre che utilizzato come alimento terapeutico.

NELLE PIANURE DEL CENTRO

Ulivo e fichi del Marocco in Expo 2015Qualche passo più in là e ti travolge il fragore di una cascata, riprodotta da videoschermi fissati a parete. Cambiano i colori e il clima, perché qui sei nel Centro, bacino idrico del Paese. Questa zona, considerata il polmone del Marocco per la rigogliosa vegetazione e le distese d’acqua, è caratterizzata da foreste, pianure, laghi e paesaggi disegnati dall’uomo.
Nella sala un’installazione presenta il modello di una diga, per ricordare la politica idroagricola avviata nel 1930 che a oggi ha consentito la costruzione di 128 impianti. Dell’installazione fa parte anche una teca trasparente che contiene un ramo d’ulivo immerso nell’acqua, a testimonianza di come questa possa donare vita anche grazie alle competenze tecniche dell’uomo. L’ulivo, ovviamente, non è stato scelto a caso: il Marocco è infatti il quinto produttore d’olio d’oliva e il secondo esportatore d’oliva da tavola a livello mondiale.
Oltre a essere terra d’ulivi, il Centro produce capperi, uva e fichi. Pensa che il Marocco è anche il principale produttore nonché esportatore al mondo di capperi: la coltivazione viene praticata dagli anni Venti nella regione di Safi, dove viene anche prodotto il miele di capperi dalle api che se ne nutrono. L’uva, di cui il Marocco è il terzo produttore africano, si distingue in quella moscata di Skhirate e in quella di Doukkali. Entrambe introdotte dai coloni francesi, vengono usate per la vinificazione. La Doukkali, raccolta da vigneti vecchi anche cent’anni, viene maggiormente consumata a tavola e, una volta essiccata, diventa ingrediente del Mrouzia, piatto tradizionale servito in occasione della festa del montone. I fichi biologici di Ouezzane, noti per essere molto zuccherosi, sono gustati freschi o essiccati al sole. In quest’ultimo caso vengono poi conservati con erbe aromatiche come timo e origano.

Ulivo e grotta del padiglione del Marocco in Expo 2015

DALLE CIME DELL’ATLANTE AGLI ABISSI DELL’ATLANTICO

Melagrana di Sefi nel padiglione del Marocco in Expo 2015Passando attraverso una grotta, dal cui soffitto a specchi pendono fiori che si riflettono nel pavimento anch’esso a specchi, entri nella sezione dedicata all’Atlante e all’Oceano Atlantico. Il Marocco è l’unico Paese del Maghreb che ha una catena montuosa così maestosa, capace di raggiungere picchi di 4.160 metri d’altitudine. Ora sei nella zona del rinomato olio terapeutico d’Argan, di cui il Marocco è il primo e unico produttore al mondo. Quest’olio, che in patria è usato anche per condire tajine, couscous e amlou, viene ricavato esclusivamente dai mandorli omonimi della Riserva di biosfera, riconosciuta nel 1998 dall’Unesco. Zafferano del Marocco in Expo 2015Puoi soffermarti poi sul miele d’euforbia, proveniente dalla regione di Tadla-Azilal e noto per il suo sapore amarognolo e leggermente pepato. Come non stupirsi, inoltre, dinanzi alla foto della melagrana di Sefri, tanto succosa quanto in grado di sciogliersi in bocca? E che dire dello straordinario zafferano di Taliouine, quell’oro rosso di cui il Marocco è un produttore che spicca per qualità e che si contraddistingue per un sentore leggermente piccante? Mentre sei inebriato dal profumo che fuoriesce dai cilindri che lo contengono, puoi ammirarne la produzione in un video. Sono sicura che ne rimarrai incantato.
L'Oceano Atlantico nel padiglione del Marocco in Expo e il vestito con l'orlo di fagioliniNella sezione della mostra dedicata all’Atlantico, che in Marocco offre 1.300 chilometri di costa su cui si dipanano paesaggi tanto diversi quanto ricchi di contrasti, ti ritroverai sul fondo del mare: sinuose e longilinee sculture d’acciaio, alte più di 2 metri e in grado di emettere suoni, si propongono come un labirinto di alghe attraverso cui sguazzare come un pesce. In questa stessa sala puoi apprezzare, tra le altre cose, le acque trasparenti dei parchi osteari di Dakhla, i peperoncini di Oued el Mahle e i fagiolini extrafini. Non avrei mai pensato che il Marocco fosse il primo produttore ed esportatore mondiale di fagiolini, eppure è proprio così. Le principali destinazioni sono Francia, Svizzera e Paesi del Golfo, dove sicuramente questa varietà di fagiolino non sarà utilizzata nello stesso modo in cui si presenta nel padiglione: grazie al suo diametro compreso tra i 4 e i 6 millimetri è stato possibile utilizzarlo per fare l’orlo di un “elegante” abito femminile.

NEL CALDO DEL GRANDE SUD

Il Grande Sud nel padiglione del Marocco in ExpoSolo una tenda divide l’Oceano Atlantico dal Grande Sud e il suo clima desertico. I colori si fanno luminosi, l’aria si riscalda e quasi ti ritrovi su un altopiano secco e pietroso, dove campi di dune lasciano il posto a valli in cui sono sorte oasi. Questo è il territorio di cammellieri nomadi, che percorrono distanze immense per nutrire le loro greggi. Questo è anche il territorio dei fichi d’India di Aït Baâmrane e dei datteri Majhoul di Tafilalet, da secoli alimento base delle oasi e dei carovanieri. Ci sono anche le profumatissime rose di Kelâat M’gouna-Dadès. Qui presentate solo essiccate, vengono in realtà prestate a mille usi, tra cui la produzione di acqua di rose e oli essenziali. Pensa che per ottenere un litro d’olio essenziale di rose, occorrono cinque tonnellate di petali.

Rose e datteri del deserto nel padiglione del Marocco in Expo 2015

IL POTERE DI UN CLIC

Ritratti di marocchini nel padiglione del Marocco in Expo 2015Proprio l’intenso profumo di queste rose ti segue fino all’uscita, dove ti attendono tre ritratti di marocchini a grandezza naturale. Una donna, un anziano e un giovane sono stati immortalati nello studio mobile di Leila Alaoui, fotografa professionista marocchina. Assieme a tanti altri connazionali, questi tre soggetti andranno a completare un archivio sull’estetica delle realtà sociali e delle tradizioni che vanno scomparendo. Se le foto sono straordinarie, il racconto che le accompagna è sorprendente: in Marocco la macchina fotografica è ancora considerata un mezzo che ruba l’anima e Alaoui narra di uomini e donne che, intimiditi dal bagliore del flash, scappavano dallo studio. Lei non aveva dunque la possibilità di scattare più di una foto. Fortunatamente, questo non è stato un problema per i tre milioni di visitatori del padiglione, che hanno così potuto racchiudere tanta bellezza in diversi clic.

Consigli pratici per il visitatore

Shop del padigliione del Marocco in Expo 2015Il padiglione del Marocco ospita uno degli shop più apprezzati di tutto Expo. Al suo interno puoi acquistare diversi dei prodotti presentati nel percorso espositivo, gadget e anche piccole tajine, ovvero le caratteristiche pentole di terracotta. Se poi un piatto di tajine vuoi gustarlo davvero, non ti rimane che andare nel contiguo ristorante. Delizioso è quello con le prugne.

Ubicazione: tra la Bottega Birra Moretti e l’area ristoro (coordinate sulla mappa: H 24; fermata della navetta: 8).

Fotografie: Padiglione Marocco, tranne quelle con indicazione di copyright.

Leggi anche le presentazioni degli altri padiglioni in Racconti da Expo.

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16 pensieri su “TUTTI I SAPORI DEL MAROCCO

    • Ciao, Bea! Grazie. Bella domanda. Me lo stavo chiedendo proprio ieri. Ho deciso che continuerò a parlarne, anche se in modo diverso. A Expo ho imparato tantissimo e ho fatto bellissime esperienze. La cosa più strana è pensare che molto di quanto ho visto (e fotografato) non ci sarà più fisicamente. Insomma, fa un certo effetto. Però resta quello che mi ha trasmesso e sicuramente ce ne sarà traccia anche nei miei prossimi post. 🙂

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    • Sono veramente felice che tu sia riuscita a rivivere le stesse emozioni, per me è molto importante. Expo mi ha regalato tanti nuovi incontri e sono molto contenta che tu sia tra questi, cara amica blogger. Un abbraccio e a presto. 🙂

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