IL RICHIAMO DELLA FORESTA

In Expo c’è un bosco che produce aria pulita e fresca. È nel padiglione dell’Austria, che sa mostrarci come proteggere una risorsa tanto preziosa per la nostra vita

Notturna del padiglione dell'Austria in Expo

Se ti chiedessi di cosa ti nutri, quale sarebbe la tua risposta? A meno che tu non sia stato in Expo o non abbia una formazione specifica, probabilmente non pronunceresti la parola “aria”. Eppure senza di essa, nessuno di noi vivrebbe cinque minuti. È su questo primario mezzo di sostentamento che si focalizza il concept breathe.austria (respira.austria), una delle migliori e più originali interpretazioni del tema Nutrire il pianeta. Energia per la vita.

SESSANTA ALBERI PER UN’ARIA FRESCA E PULITA

Interno del padiglione austriaco in ExpoIn Expo gli austriaci hanno giocato la carta dell’elevata qualità dell’aria del loro Paese, ricoperto per ben il 47 percento da foreste, per mettere in risalto competenze tecniche ed ecologiche utili a custodire nel migliore dei modi la risorsa più importante per la nostra vita. A dicembre ben 560 dei 2mila metri quadrati del padiglione sono stati piantumati con 60 alberi (tra cui abeti rossi e bianchi, larici, faggi, betulle e querce), alti fino a 12 metri e vecchi anche di 30 anni, perlopiù provenienti dall’Austria. Il terreno è stato poi completato con arbusti, cespugli, muschi e licheni.

OSSIGENO PER 1.800 VISITATORI ALL’ORA

Insegna "We grow air"Oggi in Expo il bosco austriaco − realizzato con un investimento di 12 milioni di euro da parte del ministero federale della Scienza, della ricerca e dell’economia − lavora come una vera e propria centrale di produzione dell’aria: in un’ora riesce infatti a emettere l’ossigeno sufficiente a ben 1.800 visitatori. Le piante, che complessivamente hanno una superficie fogliare di 43.200 metri quadrati, in 60 minuti producono 62,5 chili di ossigeno e assorbono 92 chili di anidride carbonica.
Il suolo è sì terreno per le radici ma anche sede degli impianti tecnici: circuiti d’irrigazione e ugelli per l’evaporazione e l’umidificazione delle superfici verdi garantiscono una corretta umidità e un piacevole profumo di bosco. C’è anche uno specchio d’acqua che raccoglie la pioggia e serve per la filtrazione.

IN ITALIA LO SMOG ACCORCIA LA VITA

Il padiglione austriaco è un vero modello da seguire, per noi italiani e non solo. Inoltre, fa un dono straordinario a Milano e dintorni che, stando ai dati diffusi dal ministero della Salute a giugno, è la zona italiana con il più alto livello di mortalità dovuta allo smog. Nel nostro Paese, ogni anno l’inquinamento atmosferico è causa di 30mila decessi (7 percento del totale), il 65 percento dei quali al Nord e un sesto (più di 5mila) nella sola provincia milanese.

L’INTELLIGENZA DELLA NATURA

Illustrazione "Un prototipo che produce clima" nel padiglione austriaco di ExpoDi certo questi tristi pensieri non ti affollano la mente quando passeggi nel fresco bosco austriaco di Expo. Concepito dal Team Breathe, pool di Graz capeggiato dal professor Klaus Loenhart, il padiglione è il prototipo di una progettazione urbana futuristica in grado di sfruttare la performance della natura.
“Diversamente da quanto accade con i tradizionali sistemi di climatizzazione – ha dichiarato Loenhart – in questo caso la sinergia di natura e tecnologia produce aria fresca senza utilizzare corrente esterna e senza creare calore di scarto”. Insegna "Nature Reloaded" nel padiglione austriaco in ExpoPer Loenhart, l’obiettivo da perseguire è integrare i principi della bio-performance nelle nostre città. “Incrementando del 10 percento la sostenibilità – ha concluso il direttore dell’Istituto di architettura e paesaggistica della Graz University of Technology – si potrebbe andare a bilanciare l’innalzamento di due gradi della temperatura causato dai cambiamenti climatici”.
Il padiglione austriaco s’ispira all’intelligenza della natura anche per quanto riguarda la produzione di energia: la corrente viene creata dalle celle solari a colorante di Grätzel, che riescono a sfruttare anche luce debole e artificiale e addirittura a creare un “effetto ombra” durante il giorno.

UN’ISOLA DI REFRIGERIO

Giovani si godono il refrigerio nel padiglione austriaco in ExpoUna vera e propria magia, direbbero i non esperti. Di certo l’ho pensato io quando, nelle torride giornate dell’estate appena trascorsa, mi sono ritrovata più volte a passeggiare nel bosco austriaco percependo una temperatura di cinque gradi inferiore a quella esterna. La magia la facevano le piante: diversi studi hanno infatti dimostrato come esse siano in grado di ridurre la temperatura e l’irraggiamento di calore nonché di aumentare l’umidità dell’aria. In pratica, diventano un vero e proprio alleato contro le Summer Urban Heat Islands, ovvero le “isole di calore” che si creano nelle zone urbane ad alta densità abitativa. Se sei in Expo e vuoi dunque respirare un’aria diversa da quella che in questi ultimi giorni tira nell’affollatissimo Decumano, non ti rimane che visitare il padiglione dell’Austria per viverne il microclima.

ARIA (IN)VISIBILE COME NUTRIMENTO

Insegna "Breathe" e "Eat" all'entrata del padiglione austriaco in ExpoQui potrai fare una vera esperienza sensoriale, in cui capirai quanto l’aria sia un concreto bene comune, quasi un alimento. Cannocchiali interattivi nel padiglione austriaco in ExpoD’altra parte, le condizioni climatiche rivestono da sempre un ruolo fondamentale nella produzione alimentare. Non è dunque un caso se nella parola breathe (respiro) puoi leggere eat (mangiare). Nel padiglione austriaco l’aria è (in)visibile: te ne accorgi attraverso il respiro, la vista, l’olfatto e il tatto. Dicono che l’aria respirata passeggiando o sedendoti sulla lunga panca di legno che costeggia il sentiero rimarrà nei tuoi polmoni per due anni: poi magari ti verrà voglia di ritornare in Austria, destinazione prediletta dai turisti italiani, dove è già in atto una politica di rimboschimento sostenibile. Per ora, nella foresta di Expo puoi vedere quanto ossigeno è prodotto da ogni singola pianta grazie a giganti cannocchiali interattivi.

GUSTOSO RELAX

Gelato dello chef austriaco Tobias WusslerE puoi soprattutto apprezzare quanto sia piacevole rilassarti nel bel mezzo della natura, magari gustando i sapori della foresta. Nel mio caso, erano racchiusi in un delizioso gelato al miele di abete rosso e frutti di bosco, ricoperto di cioccolato fondente con nocciole caramellate (3,50 euro). L’ho trovato al Luftbar, altrimenti detto (guardacaso) “bar aria”, il punto ristoro situato nel padiglione. Si tratta di una creazione di Tobias Wussler, collaboratore del notissimo Thomas Dorfer (Landhaus Bacher, Mautern). Wussler e Dorfer sono solo due degli chef austriaci d’eccellenza che hanno appositamente ideato per Expo un menu volto a presentare il proprio Paese come autentica destinazione per gourmet. I loro piatti (dal pane di farina di legno con burro di cime d’abete rosso alla patata in cera d’api) si possono gustare al Luftbar o nella zona business della terrazza panoramica, pensata per eventi aziendali. E con questo l’esperienza sensoriale è davvero completa.

Orari: il padiglione e i due punti ristoro sono aperti dalle 10 alle 22.

Ubicazione: tra il padiglione della Slovenia e quello del Cile (coordinate sulla mappa: H 21; fermata della navetta: 8); l’ingresso di Expo più vicino è Sud Merlata.

Fotografie: Expo Austria per gli interni del padiglione, tranne quelli con indicazione di copyright; Expo Austria/Alex Kramel per il gelato.

Nota a piè di pagina web. Commento i miei “assaggi d’Expo” in piena autonomia e libertà, dopo aver pagato il pasto che ho consumato.

Leggi anche le presentazioni degli altri padiglioni in Racconti da Expo.

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8 pensieri su “IL RICHIAMO DELLA FORESTA

    • Ciao, Laura, grazie. Entrando nel padiglione, ho sentito molta gente dire: “Ma è solo un bosco”. In realtà, dietro c’è un discorso ben preciso. Questa cosa accade un po’ con tutti i padiglioni dell’esposizione universale: se ti informi, li capisci e di conseguenza li ricordi meglio. Il gelato era veramente unico. D’altra parte, simili sapori così ben coniugati non si trovano in giro tutti i giorni. 🙂

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      • Immagino sai, visitare Expo non e’ gironzolare cosi’ per curiosare, c’e’ tanto lavoro dietro a tutto quello che e’ stato preparato e tu con i tuoi post sei stata molto brava a metterlo in evidenza, un abbraccio cara, quel gelato e’ davvero particolare, bacioni e buona serata, 🙂

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