LE GRANDI IDEE DEL PICCOLO SAN MARINO

Dalla piada di lusso alla tazzina “bevi e mangia”, in Expo la Repubblica più antica del mondo spicca per qualità e originalità

Padiglione di San Marino in Expo

Nel Cluster Bio Mediterraneo c’è il padiglione di un Paese “abbastanza piccolo da essere grande”, che si sta distinguendo per la capacità di proporre le sue eccellenze enogastronomiche. Chi è stato in Expo avrà già capito che si tratta di San Marino.

Logo del Padiglione di San Marino in ExpoD’altra parte, dello slogan “small enough to be big” la più antica Repubblica del mondo ha fatto l’impugnatura della forchetta che costituisce il suo logo: un’immagine che rappresenta lo skyline del Monte Titano, su cui San Marino è arroccato, e le sue tre torri. L’obiettivo è quello di enfatizzare il rapporto tra il territorio e i prodotti agroalimentari.
Ecco perché dal soffitto del padiglione pendono ben 3mila forchette, che la luce illumina d’infinite sfumature di blu. Appena sotto trovano posto un videowall e una tavola multimediale, che consentono di approfondire le proprie conoscenze su uno Stato che, pur estendendosi per soli 61 chilometri quadrati, è riuscito a sviluppare un vero “sistema Paese” a livello agricolo, economico, bancario e industriale.
Padiglione di San Marino in ExpoL’interesse di noi foodlover non può che cadere sul cibo di San Marino, riconducibile a sei filiere, tracciabili e certificate dal locale consorzio: il grano, il vino, il miele, l’olio, la carne, il latte e i suoi derivati. L’attenzione di questo piccolo grande Paese nei confronti dell’alimentazione è dimostrata anche dal fatto che, sin dalle scuole primarie, viene attivato un preciso programma di educazione alimentare con menu differenziati per vegetariani e celiaci. Non è dunque un caso se San Marino è ai primi posti della classifica stilata dall’Organizzazione mondiale della sanità per la longevità dei suoi abitanti.

TUTTO IL SAPORE DELLA SEMPLICITÀ

Prodotti tipici e vini locali li puoi assaggiare presso il chiosco gourmet LaPiada&LeBolle, che non si trova nel cluster bensì vicino al Padiglione Zero. Qui ho avuto modo di gustare la piada con “il prosciutto cotto più buono del mondo”, altrimenti detta “piada con cotto da sogno di San Marino Prosciutti”. Devo ammettere che, nel leggere il menu, mi è venuto da sorridere, forse perché ai piatti “più buoni del mondo” e “da sogno” non ho mai creduto. Poi ho anche strabuzzato gli occhi perché, diciamoci la verità, 9,50 euro per una piada non sono pochi.
Piadina LaPiada‹LeBolle in ExpoChe fare? Come non poter cogliere la sfida? Sapete già che io non resisto e quindi vado a ordinarla.
La simpatia del ragazzo dietro al bancone, rimarcata da un accento contagioso, mi mette di buonumore. Mentre aspetto, mi chiedo che vorrà mai dire “cotto da sogno”. Lo capisco quando addento il mio pranzo: il prosciutto ha un sapore strepitoso ed è davvero magrissimo. Scoprirò poi che, proprio per queste sue qualità, viene anche consigliato per i bambini in fase di svezzamento.
E che dire della piada? Morbida, leggera, gustosa, saporita, sicuramente senza lievito. Forse la migliore che io abbia mai assaggiato.
Nel pieghevole contenuto nel kit dei prodotti di San Marino, che vendono al cluster, ho trovato una ricetta per prepararla a casa. La lista degli ingredienti prevede farina di grano tenero tipo 0, acqua, bicarbonato, sale, olio extravergine, farina di mais, miele e latte intero. Quella del chiosco è però tutta un’altra cosa, quindi se vuoi concederti un’esperienza saporita ti consiglio di andarci. Ovvio che poi nel menu troverai anche altro.

UNA PAUSA CAFFÈ SORPRENDENTE

Preparazione della tazzina "mangia e bevi" in ExpoMade in San Marino è anche la tazzina “mangia e bevi”, che in Expo (e non solo) sta letteralmente spopolando. Ideata dai fratelli Scarponi di Faetano, non è nient’altro che un (ottimo) biscotto in pasta frolla, cotto in uno stampo speciale e rivestito internamente da una glassa che lo rende impermeabile sia al caffè sia a dolci come mascarpone, sorbetti o gelati. “Da uomo goloso che sono – ha detto Davide Scarponi – ho inventato una tazzina che potesse farmi gustare il caffè fino all’ultimo sorso.” Ed è proprio vero, aggiungo io: non avendo necessità di essere zuccherato, il caffè non cambia sapore.
Nell’impasto – a base di farina, burro e zucchero – non sono presenti né lieviti né coloranti e questo è sicuramente un ulteriore vantaggio per il prodotto che, dopo il suo debutto, è stato richiesto anche all’estero.
Tazzina "mangia e bevi" di San Marino in ExpoIn Expo ho bevuto il caffè nella tazzina al cacao con la copertura interna alla meringa (1,50 euro), ma ne esistono anche una versione alla vaniglia con interno al cioccolato e una aromatizzata all’anice.
Inutile dire che una tazzina così può essere golosa anche per chi non ama il caffè: immaginala servita con yogurt magro e un filo di sciroppo d’acero o con crema chantilly e frutta mista, oppure ancora con un po’ di cioccolata molto densa e un ciuffo di panna. In altre parole, ce n’è per tutti i golosi.

UN DESTINO DA CONO GELATO

World Expo Museum in ExpoLo stesso giorno in cui ho gustato la tazzina “mangia e bevi”, per pura coincidenza ho visitato il World Expo Museum. Ospitato sempre presso il Cluster Bio-Mediterraneo, l’interessante museo è una vera e propria miniera d’informazioni sulle esposizioni universali. Tra le curiosità, c’è quella sulla nascita del cono gelato. Questo apparve per la prima volta nel 1904, all’Expo di Saint Louis (Missouri): qui un venditore siriano di cracker, che aveva lo stand nei pressi di quello di un gelataio, creò un cono con le croccanti sfoglie di pasta di pane quando vide che il vicino era sommerso da tazzine e piattini. In questo modo, non solo risparmiò al collega la fatica di tenere e pulire i contenitori ma riuscì anche a offrire ai suoi clienti l’opportunità di consumare contemporaneamente due alimenti in modo molto pratico. Ti confesso che nel leggere la storia del cono gelato la mia mente è corsa alla tazzina di pasta frolla: come non augurarle un futuro tanto radioso?

Ubicazione: Cluster Bio-Mediterraneo, tra la Lake Arena e il Cluster Isole Mare Cibo (coordinate sulla mappa: D 21; fermata della navetta: 5); l’ingresso di Expo più vicino è Est Roserio.

Fotografie: Padiglione San Marino, tranne quelle con indicazione di copyright.

Nota a piè di pagina web. Commento i miei “assaggi d’Expo” in piena autonomia e libertà, dopo aver pagato il pasto che ho consumato.

Leggi anche le presentazioni degli altri padiglioni in Racconti da Expo.

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16 pensieri su “LE GRANDI IDEE DEL PICCOLO SAN MARINO

      • Ciao, certo tanta immaginazione, penso che se ci fossi ritornata non sarei riuscita a vedere tanto, con tutta la confusione degli ultimi giorni, i miei figli non sono rimasti molto entusiasti, troppa gente troppe file. Le tazzine portoghesi non si scioglievano, te le servivano con un liquore alla ciliegia, si sono sciolte per strada le mie che avevo comprato per portarle a casa.

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    • Ciao! Anche a me hanno parlato del cucchiaino interamente di cioccolata, ma non ho mai avuto modo di assaggiarlo. Immagino che golosità! Una tazzina tutta di cioccolato non credo però riuscirebbe a contenere del caffè caldo a meno che la materia prima abbia delle caratteristiche particolari. Certo che, se un cioccolato adatto non esiste, bisognerebbe proprio inventarlo. 🙂

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