“R” COME “RACLETTE” E “RESPONSABILITÀ”

Al padiglione della Svizzera, in Expo, non si condivide solo buon cibo ma anche grandi valori. Le torri di mele e acqua si sono svuotate, ma in quelle di caffè e sale possiamo ancora vincere la scommessa contro lo spreco

Raclette del take away al Padiglione Svizzero in ExpoSicuramente saprai che è buona, ma sai anche perché si chiama raclette? La parola deriva dal verbo francese racler, che significa “raschiare”. Difatti, il delizioso formaggio svizzero del Vallese viene letteralmente “raschiato” con un coltello a lama larga da una mezza forma, dopo essere stato riscaldato sotto l’apposito fornello.


Preparazione della raclette al padiglione svizzeroNEL PIATTO CON LE PATATE

A mano a mano che il formaggio, caratterizzato da una pasta molto elastica, sfrigola e fonde, viene trasferito nel piatto. Qui già lo attendono piccole patate bollite con la pelle, cetriolini e cipolline sottaceto. Arriveranno insieme sulla tavola, dove li aspetta un calice di vino bianco, magari proprio un buon Fendant Doc del Vallese.
Questo delizioso connubio non è frutto della mia fantasia, ma di un piacevole pranzo che ho recentemente gustato presso il take away del padiglione della Svizzera in Expo. Ed è proprio assaporando prodotti di provenienza garantita che ho capito il motivo per cui l’Italia è uno dei mercati più importanti per la vendita di formaggio elvetico.

FONTE DI ISPIRAZIONE

Chi mi conosce sa che semplicità e gusto sono le caratteristiche che deve avere un piatto per conquistarmi e la raclette sembra incarnarle alla perfezione. Peccato che il fornello per prepararla non sia proprio alla portata di tutti, ma l’abbinamento tra delicato formaggio a pasta elastica, patate bollite e sottaceti è sicuramente un punto di partenza che noi foodlover possiamo considerare per sbizzarrirci nelle nostre sperimentazioni creative.
Per chi ha la fortuna di poter andare a Expo, questo è proprio il mese giusto per poter assaggiare i prodotti del Vallese. Il ristorante della Svizzera, dove il menu si consulta tramite tablet, propone infatti fino al 31 ottobre specialità del cantone: la raclette su crostino e gli affettati misti (carne secca, prosciutto crudo, salame, lardo) con pane di segale sono dunque irrinunciabili. Stando alle statistiche, lo sono anche i pizzoccheri della Val Poschiavo, la fonduta e lo sminuzzato di vitello alla zurighese, sempre tra i preferiti dai visitatori. Insomma, l’occasione è ghiotta.

ACQUA E MELE ESAURITE

Torre dell'acqua vuota nel padiglione svizzero in ExpoQuel che è certo è che questi non sono gli unici ricordi saporiti che mi ha lasciato la Svizzera che, come ho già avuto modo di scrivere (qui), è stato uno dei Paesi che ha meglio interpretato il tema di Expo (Nutrire il pianeta. Energia per la vita), concentrandosi sull’aspetto dello spreco alimentare. Purtroppo, nei giorni scorsi due delle quattro torri del padiglione sono rimaste a secco di scorte: il comportamento di noi visitatori, che il 10 ottobre abbiamo finito le mele e il 12 l’acqua, ha impedito a chi è arrivato dopo di poterne disporre. C’è n’era per tutti? Oppure siamo stati spreconi?
Fortunatamente abbiamo ancora due chance per dimostrare di aver (almeno in parte) capito l’importanza dell’oculata gestione delle risorse alimentari.

Torre delle mele vuota nel padiglione svizzero di Expo

LA SFIDA CONTINUA

L’esperimento sociale continua infatti con il caffè e il sale, ancora presenti nelle rispettive torri. Quelle vuote, però, fanno riflettere. “La trasformazione del nostro padiglione – mi ha detto Andrea Arcidiacono, capo della comunicazione – fa discutere i visitatori e li confronta in modo reale ed emozionale con il loro rapporto con le risorse e il loro senso di responsabilità.”
Questo messaggio ha fatto del padiglione svizzero un’icona del consumo responsabile. Anche se mele e acqua sono finite, gli elvetici vogliono continuare la loro opera di condivisione. “La attuiamo con i visitatori attraverso i nostri prodotti – ha concluso Arcidiacono – ma soprattutto i nostri valori: innovazione, condivisione, responsabilità.” La “R” svizzera non porta con sé solo il buon sapore della raclette.

Fotografie: Padiglione Svizzera, tranne quelle con indicazione di copyright.

Nota a piè di pagina web. Commento i miei “assaggi d’Expo” in piena autonomia e libertà, dopo aver pagato il pasto che ho consumato.

Leggi anche le presentazioni dei padiglioni in Racconti da Expo.

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