LA GERMANIA TI METTE IN GIOCO

A Expo i tedeschi seminano progetti nei loro “campi delle idee” e ti invitano a fare altrettanto. Sei pronto a cogliere la sfida?

Entrata del Padiglione della Germania in Expo

La Germania di Expo non sembra la stessa dello scandalo Volkswagen. All’esposizione universale i tedeschi hanno davvero fatto le cose seriamente e hanno investito parecchio (ben 48 milioni di euro) per presentare il proprio Paese come paesaggio vivo e fertile, carico d’idee e proposte per affrontare al meglio le sfide di una futura nutrizione mondiale sostenibile. Fields of ideas, “campi delle idee” per l’appunto, è il nome del padiglione che, con i suoi 4.913 metri quadrati, è il più esteso tra quelli del Decumano. Be active è invece il suo motto, chiaro invito ad attivarti in prima persona.

UN PIANORO SU CUI GERMOGLIANO IDEE

Solar tree del padiglione tedesco in ExpoLa mostra tematica è ospitata all’interno di un pianoro leggermente in salita, in cui superfici lignee con diverse colorazioni ricordano la tipica struttura del paesaggio tedesco fatto di campi e prati. Spazio e contenuti sono fittamente intrecciati grazie ai cosiddetti “germogli d’idee”, piante stilizzate che spuntano dal piano dell’esposizione per raggiungere la superficie esterna, dove si aprono in un grande baldacchino di foglie. Sono dunque loro l’elemento di collegamento tra indoor e outdoor, esposizione e architettura. Te ne rendi ben conto se guardi nei fori da cui sbucano, che ti consentono di carpire alcuni dei temi fondamentali della mostra ospitata al piano inferiore.

Interfoni del padiglione tedesco in Expo

Il bello è che, attraverso interfoni giganti, puoi dialogare con i visitatori che si trovano di sotto e partecipare con loro a un’attività ludica legata al tema cui è dedicato il germoglio. La funzione di queste strutture va però ben oltre il puro divertimento. Alimentate dal biofotovoltaico, tecnologia del futuro, sono veri e propri “alberi solari”, che di giorno producono l’energia necessaria ad accendere di notte l’anello di luci che circonda il padiglione. A differenza dei classici pannelli solari, quelli usati per i germogli funzionano posati in qualunque direzione e anche sfruttando la sola luce diffusa.

A CIASCUNO IL SUO PERCORSO

Pianoro del padiglione tedesco in ExpoSe sei di fretta, puoi limitarti a passeggiare sul pianoro. Qui puoi soddisfare le tue curiosità sui sedici Länder federali, godere di una straordinaria vista a 360° su tutto il sito espositivo e divertirti sul grande scivolo che ti riporta al pianterreno. Se invece puoi permetterti di fare anche tre ore di fila per entrare, allora preparati a viaggiare attraverso le aree tematiche dedicate a suolo, acqua, clima e biodiversità per scoprire diversi progetti tedeschi che mostrano quanto sia importante proteggere e sfruttare in modo sostenibile queste risorse naturali per garantire la sicurezza alimentare globale. Poi t’immergerai nel mondo del consumo e della produzione, entrerai nel giardino delle idee e diventerai protagonista dello show finale. Sei pronto ad apprendere divertendoti? Sei pronto a cogliere tutti gli stimoli che la Germania sa offrire? Ti assicuro che è una bella sfida e quando uscirai dal padiglione non sarai più lo stesso. A dir la verità, non so se questo è accaduto proprio a tutti e due i milioni di visitatori registrati finora, ma di certo è successo a me.

LA SEED BOARD E GLI AMBASCIATORI

Seed board del padiglione tedesco in ExpoL’avventura inizia nel preshow. Qui conoscerai (virtualmente) i sei ambasciatori tematici che ti accompagneranno nella visita. Come ha spiegato Dietmar Schmitz, commissario generale del padiglione, “accanto alle attività della politica, dell’economia e della ricerca, i progetti della società civile costituiscono uno stimolo importante per rapportarci correttamente con il tema dell’alimentazione in Germania.” Gli ambasciatori, con il loro impegno quotidiano, vengono dunque posti come modelli da seguire. In altre parole, giusto per parafrasare il motto del padiglione, t’invitano a diventare attivo. Ne rincontrerai uno per ogni sezione della mostra e ne conoscerai le piccole grandi imprese grazie alla seed board, che all’apparenza è solo un quadrato pieghevole di cartoncino ondulato ma che in realtà si rivela uno strumento interattivo di straordinaria efficacia. Apponendola sulle apposite zone illuminate degli infopoint, potrai leggere testi, guardare immagini e filmati, partecipare ad attività ludiche. In pratica, la seed board diventerà il tuo personale “campo delle idee” e ti consentirà di trasformare la visita al padiglione in una vera e propria avventura individuale.

BENJAMIN ADRION E L’ACQUA

Benjamin Adrion ambasciatore della Germania in ExpoUscendo dall’oscurità del preshow, ti ritrovi in uno spazio blu. Questa è l’area dell’acqua, elemento fondamentale per l’alimentazione del pianeta. Ambasciatore ne è l’ex calciatore Benjamin Adrion, fondatore di Viva con Agua, rete che s’impegna attivamente per l’approvvigionamento dell’acqua potabile e per il miglioramento dell’assistenza sanitaria di base nei Paesi in via di sviluppo. Varie postazioni mostrano nuove idee e iniziative tedesche, tra cui il recupero del fosforo come fertilizzante essenziale per le piante (Deutsche Phosphor Plattform) e l’innovativa gestione idrica di Berlino (Berliner Wasserbetriebe) nonché l’Hamburg Water Cycle, progetto pilota che si occupa di cicli dell’acqua e della materia sostenibili nello spazio urbano.

SEPP BRAUN E IL SUOLO

Sepp Braun ambasciatore della Germania in ExpoOra l’atmosfera si fa più cupa e dominano i colori del suolo. A farti da guida è l’agricoltore biologico Sepp Braun di Freising, impegnato nella lavorazione sostenibile del terreno agricolo. Braun ti trasmette conoscenze basate su osservazioni precise della natura e su una stretta interazione con il settore della ricerca. Alcune teche e installazioni interattive ti avvicinano inoltre a progetti concreti per la gestione del suolo quali, per esempio, l’applicazione delle colture alternate per salvaguardarne la produttività (Stiftung Ökologie & Landbau) e l’agroforestazione come prevenzione dei fenomeni di erosione per stabilizzare l’equilibrio idrico (Technische Universität di Cottbus-Senftenberg).

IL PICCOLO FELIX E IL CLIMA

Felix Finkbeiner ambasciatore della Germania in ExpoIn quest’area del percorso espositivo, le linee di una mappa meteorologica t’immergono nel mondo delle isobare, dell’alta e bassa pressione, dei fronti caldi e freddi. Il senso di consapevolezza verso il cambiamento climatico e la giustizia globale lo vuole risvegliare anche lo straordinario esempio di Felix Finkbeiner. Assieme a Franziska Funk, questo intraprendente ragazzino all’età di 9 anni ha fondato a Pähl, in Baviera, l’iniziativa infantile Plant-for-the-Planet, grazie alla quale vengono piantati alberi in tutto il mondo. Oltre alla storia di Felix e Franziska, puoi apprendere soluzioni innovative che combinano tutela del clima, approvvigionamento sostenibile, energia e alimentazione, come l’agrofotovoltaico e l’acquacoltura offshore. Il primo caso consiste nell’utilizzo combinato di superfici per l’energia e l’agricoltura (Fraunhofer Institut für Solare Energiesysteme e Universität Hohenheim); il secondo in una commistione di allevamento ittico ed energia eolica (Alfred-Wegener-Institut e Helmholtz-Zentrum für Polar- und Meeresforschung).

ECKART BRANDT E LA BIODIVERSITÀ

Eckart Brandt ambasciatore della Germania in ExpoSe ancora non sai cos’è la biodiversità, ora hai modo di impararlo anche grazie all’esperienza di Eckart Brandt. L’indaffarato coltivatore di mele di Helmste ci presenta il suo giardino degli alberi, “Boomgarden” direbbero i tedeschi, dove fa crescere centinaia di tipi di mele tradizionali, promuovendo così la varietà biologica.

Area della biodiversità nel padiglione tedesco in Expo

Un grande archivio interattivo illustra poi la molteplicità degli organismi viventi, nelle loro diverse forme, e dei rispettivi ecosistemi. Interagendo con oggetti stilizzati che riproducono semi di diverse specie, puoi infatti conoscere progetti tedeschi per la conservazione e la promozione della biodiversità, come la banca dei geni di Gatersleben, una delle più grandi al mondo per le piante da coltura (Leibniz-Institut für Pflanzengenetik und Kulturpflanzenforschung). Interessantissimo è anche il caso della protezione e salvaguardia della biodiversità genetica degli animali da allevamento (tipo suini, bovini e pollame) che vengono praticate dalla Geh di Witzenhausen, società per la preservazione delle razze di animali domestici antiche e a rischio.

MICHAEL SCHIEFERSTEIN E IL CIBO

Michael Schieferstein ambasciatore della Germania in ExpoDopo aver viaggiato nella natura, ora entri nel mondo urbano. Produzione e consumo del cibo sono i due aghi della bilancia: in uno slargo considerevole, dominato da una scala che si avvita verso l’alto, grandi scaffali colmi di alimenti stilizzati rappresentano la varietà dei prodotti tedeschi. Facendo scorrere i carrelli installati sulla bianca e maestosa parete curvilinea e interagendo con i loro touch screen, puoi conoscere le proprietà degli alimenti e capire come instaurare un atteggiamento per gestirli al meglio nonché ridurre l’impatto ambientale che le tue scelte quotidiane possono avere. Un impatto che ben ti mostra il restroscala, dove una montagna di finti rifiuti colpisce per la sua imponenza: è l’altra faccia della medaglia del consumo, su cui l’ambasciatore cuoco Michael Schieferstein ha avviato una forte campagna di sensibilizzazione. Con l’iniziativa FoodFighters, lanciata a Magonza, Schieferstein attira l’attenzione sul problema dello spreco alimentare e diffonde nelle scuole l’importanza di un’alimentazione sana. Anche in quest’area espositiva vengono illustrati progetti concreti come la ricerca interdisciplinare dell’Università di Bonn sul tema dell’industria lattiera con un’iniziativa focalizzata sulle condizioni dei bovini in stalla e sulla produzione di latte buono e sano. Viene inoltre valorizzata la trasparenza di marchi ed etichettature usate per gli alimenti tedeschi, che mirano a fornire al consumatore informazioni precise in merito all’origine dei prodotti alimentari.Larea dedicata agli alimenti nel padiglione tedesco in Expo

ERIKA MAYR E IL GIARDINO DELLE IDEE

L’ultima tappa del viaggio nella Germania di Expo è un fertile Giardino delle idee. Qui la presenza della natura è tangibile: ci sono circa 200 piante commestibili, tra verdure, erbe aromatiche e fiori, che oltretutto i cuochi dei ristoranti del padiglione usano per preparare i loro manicaretti. Le menti creative di Milla&Partner, la società di Stoccarda che si è occupata del concept, dell’allestimento e della progettazione multimediale, hanno concepito questo giardino come luogo ideale per promuovere l’autosufficienza e un forte senso di comunità, uno spazio ricco di idee, anche da portare con sé: così sono nate le Ideas to go, foglietti che puoi staccare da block notes distribuiti nell’area espositiva e che riportano istruzioni per trasformare, tanto per fare un esempio, un tetra pak in aiuola.
Erika Mayr ambasciatrice del padiglione tedesco in ExpoIl Giardino delle idee, dimostrazione concreta di come si possa coltivare una produttiva area verde in uno spazio limitato, diventa anche occasione per mostrare progetti di tipo solidale e cooperativo (come il Neuland di Colonia, il Gartendeck di Amburgo, il Prinzessinnengarten di Berlino, la città commestibile di Andernach o gli orti di Monaco di Baviera). Non potrebbe esserci contesto migliore per un’ambasciatrice come Erika Mayr, che produce miele a Berlino, dunque nella più grande metropoli tedesca, contribuendo fattivamente a salvaguardare le api e la biodiversità.

BE(E) ACTIVE PER MIGLIORARE INSIEME

Lo show "be(e) active" nel padiglione tedesco in ExpoLo show finale del padiglione ti fa assumere un punto di vista del tutto nuovo. Se non altro perché in Be(e) Active, questo il titolo della performance realizzata dai cosiddetti “BeeJ”, ovvero un rapper e un chitarrista, puoi osservare con gli occhi di un’ape luoghi e persone che in Germania contribuiscono alla distribuzione degli alimenti. Con la seed board, che usi come strumento a percussione, entri inoltre a far parte della grande orchestra dei visitatori che accompagna ritmicamente il viaggio. Quando partecipi allo show, ti sembra che tutto avvenga con estrema naturalezza, però dietro a questa grande semplicità c’è uno straordinario sforzo tecnologico. Mossi da cavi d’acciaio, gli “occhi delle api” volano sulla tua testa. Difatti sono superfici proiettate amovibili appese a cavi robotici ovvero videocamere dello stesso tipo di quelle utilizzate negli stadi, al di sopra del campo di gioco. Non devi temere che ti caschino in testa: il sistema è stato collaudato sia in Germania sia in Italia e, essendo leggero, non sottopone l’edificio all’effetto di forze notevoli. È anche impossibile che gli “occhi” si scontrino perché, a detta degli esperti, l’intera struttura e i software messi a punto dall’Università di Stoccarda sono infallibili.

COERENTI… DA CAPO A PIEDI

Panoramica sulla piazza interna del padiglione tedesco in GermaniaIl padiglione della Germania, sempre ai primi posti nelle classifiche dei più didattici stilate dai visitatori, non è solo uno dei più coerenti con il tema di Expo (Nutrire il pianeta. Energia per la vita) ma riesce anche a mantenere alto il livello di pertinenza sotto ogni aspetto. Dalla struttura architettonica, ideata dalla Schmidhuber di Monaco, alla costruzione, curata dalla Nussli di Roth (Norimberga), al già citato contributo contenutistico di Milla & Partner, tutto mira a far acquisire al visitatore una migliore consapevolezza del suo rapporto con la natura e l’alimentazione.
Va da sé che dopo il 31 ottobre il padiglione verrà riutilizzato e, proprio a tal fine, è stato realizzato con soluzioni costruttive modulari semplici. Se gli arredi, in gran parte noleggiati, ritorneranno ai loro proprietari, le lampade dell’area espositiva e gastronomica verranno cedute alle future generazioni di architetti dell’Università di Kaiserslautern.
Per i tedeschi, la volontà di curare i dettagli è comunque andata ben oltre edificio e percorso espositivo: gli oltre 100 dipendenti del padiglione indossano divise prodotte con tessuti biologici, in cui anche i bottoni, le chiusure lampo e i filati rispondono a standard ecologici. Addirittura le sneaker dei tedeschi, che a prima vista sembrano normali scarpe da ginnastica, sono biodegradabili al 100 percento e portano con sé i germogli di una nuova vita: contengono sementi vere e proprie e se, dopo Expo, i rispettivi proprietari le sotterreranno, ne nasceranno piante.

Consigli pratici per il visitatore
Questo padiglione è uno tra i più apprezzati dai bambini: per loro c’è infatti un percorso molto speciale. Cercando i pomodori per fare la salsa, potranno imparare molto sulla natura e sul cibo tedesco.

Ubicazione: tra i padiglioni del Principato di Monaco e della Slovacchia (coordinate sulla mappa: G 22; fermata della navetta: 5).

Orari: la mostra apre alle 10 e chiude alle 22; il ristorante per famiglie e il ristorante Dispensa è aperto dalle 12 alle 23; il ristorante gourmet Symphonie dalle 12 alle 16 e dalle 18.30 alle 23. Il Symphonie ospita cuochi tedeschi d’eccellenza. Questo mese cucina Sarah Hallman, specialista delle ricette a base di varietà di zucca inusuali.

 

Fotografie: il primo piano di Michael Schieferstein è tratto dal suo profilo Facebook. Per le altre immagini: Padiglione Tedesco Expo Milano 2015/B. Handke, tranne quelle con indicazione di copyright

Leggi anche le presentazioni degli altri padiglioni in Racconti da Expo.

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7 pensieri su “LA GERMANIA TI METTE IN GIOCO

  1. Bellissimi i tuoi reportage da Expo. Piano, piano me li leggerò tutti. Io quando sono lontana dal mio blog, sto lontana anche da tutti voi per il senso di colpa 🙂 Inizio naturalmente dalla Germania, essendo l’ultimo, ma anche un Paese a cui sono particolarmente legata. Ma lo sai che alla fine non sono ancora andata ad Expo? O meglio, sono andata solo la sera e non ho visto ancora neanche un padiglione, Devo assolutamente organizzarmi. La tua è un’ottima guida, bravissima!
    Un bacione

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    • Bentornataaa! Sono contenta che i miei “racconti” ti piacciano. Purtroppo ora, a causa dell’elevato numero di visitatori, Expo è un po’ meno godibile rispetto a un paio di mesi fa. Tuttavia, rimane una bellissima esperienza, soprattutto se vai con la mente aperta a nuovi stimoli. Prepararsi prima di andare è fondamentale perché, ovviamente, poi si capisce meglio quello che si visita. Nel caso di eccessiva fila ai padiglioni cosiddetti “big”, valuta percorsi alternativi perché succede spesso che un padiglione meno noto riservi comunque belle sorprese. Buon Expo!

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