DA MONACO ALL’AFRICA VIA EXPO

Il “padiglione container” del Principato, apprezzato per la pertinenza col tema di Expo, diventerà fulcro di un centro di formazione della Croce rossa in Burkina Faso. Nel frattempo, ti insegna ad avere più rispetto per il pianeta su cui vivi

Il padiglione di Monaco in Expo

In Expo il piccolo Principato di Monaco fa le cose in grande. Il suo padiglione, che è capitato vicino a giganti come quello del Giappone, in poco più di mille metri quadrati riesce a centrare l’obiettivo: il Principato vuole dare “un nuovo sguardo al nutrimento del pianeta”, proprio come recita il motto prescelto, e lo fa valorizzando le sue eccellenze e concretizzando atti di solidarietà nei confronti dei più bisognosi. Quello del Principato non è un padiglione che colpisce per spettacolarità, bensì per contenuti. Lo stesso edificio fa contenuto a sé.

CONTAINER COL GIARDINO PENSILE

Facciata del Padiglione del Principato di Monaco in ExpoOpera dell’architetto italiano Enrico Pollini, il padiglione è costituito da 19 container sovrapposti che, terminato Expo, saranno smontati e trasportati in Burkina Faso, dove diventeranno sede operativa della Croce rossa locale. L’iniziativa rispetta pienamente i principi dell’economia circolare, che fa del riuso il suo fulcro. Per l’esattezza, il padiglione diventerà perno di un centro situato nei pressi della capitale, Ouagadougou, e fornirà formazione di primo soccorso per tutta l’Africa occidentale. Il reddito da esso generato permetterà alla Croce rossa di affrontare le nuove sfide umanitarie del Paese.
Ovviamente la scelta del container, emblema di commercio e scambio, non è stata casuale. Il tetto che riveste la struttura, interamente in legno lamellare, rievoca una tenda, ancora oggi primo riparo in tutti i Paesi in cui il Principato attua i suoi progetti di solidarietà. Su di esso trova posto un giardino pensile verticale di 500 metri quadrati, alimentato da un sistema di raccolta dell’acqua piovana e realizzato grazie a un composto di “sfagno”, muschio speciale che ha capacità di assorbimento triplicate ed è in grado di creare un naturale isolamento contro vento e calore. Le sue colture mediterranee disegnano i contorni dei cinque continenti, a richiamare l’universalità di Expo e il concetto di terra madre. Tanto basta per capire come la struttura architettonica di questo padiglione voglia porre l’accento su innovazione e nuova sensibilità ecologica.

GLI ALBERI BRUCIATI

Gli alberi bruciati di Philippe PastorCosa che fanno anche Gli alberi bruciati di Philippe Pastor, artista monegasco di fama internazionale da sempre impegnato sul fronte ambientalista. Le sue sculture, installate in quattro lotti all’esterno del padiglione, diventano simboli totemici del disboscamento per ricordarci la fragilità del nostro ambiente e l’urgenza di proteggere il nostro pianeta.

GIOCANDO S’IMPARA

Quel che più colpisce è come l’esterno del padiglione sia coerente con il percorso espositivo interno, ideato dallo studio tedesco Facts and Fiction. Senza contare come il tema di Expo (Nutrire il pianeta. Energia per la vita) sia sapientemente declinato nel valorizzare le peculiarità del Principato e nel dimostrare come la prosperità acquisita nel corso dei secoli possa diventare incentivo per promuovere solidarietà, tutela dell’ambiente e green economy. Mica poco.
Stando ai comunicati ufficiali, le carte che il Principato mette in tavola sono tre: cooperazione, per una migliore condivisione delle risorse a livello internazionale; governance, per incentivare responsabilmente ricerca e innovazione; didattica, per sensibilizzare i visitatori sui temi Expo. Appena entri nel padiglione, sta a te prendere in mano queste carte e giocarle al meglio. Già, proprio “giocarle”, perché ti ritrovi davanti a postazioni che spingono te (e i tuoi bimbi) ad apprendere interagendo. Dimenticati, però, la realtà aumentata: qui gli effetti speciali hanno una dimensione più umana. Te la dovrai vedere con infografiche, filmati e attività ludiche.
Le stazioni tematiche sono realizzate con casse in legno a voler simboleggiare come le iniziative intraprese possano essere “spedite” in tutto il mondo proprio grazie a Expo 2015.
Cogli l’attimo per rilassarti quando, all’inizio del percorso, ti invitano ad accomodarti su una panchina per farti un selfie con il Principato alle spalle. Un po’ perché fa figo avere una foto con un panorama così, un po’ perché poi inizia l’avventura.

LE PERLE DI MONTE-CARLO

Stazione tematica Le perle di Monte Carlo nel padiglione del Principato di MonacoIn virtù della loro ottima qualità, le ostriche del Principato vengono definite le “perle di Monte-Carlo”. Che c’entrano le ostriche con il tema di Expo? C’entrano se sono un esempio di acquacoltura urbana. Questo è il metodo che adottano i due biologi Frédéric Rouxeville e Brice Cachia, creatori del primo schiuditoio di ostriche del Mediterraneo, situato vicino al Museo oceanografico di Monaco. Direttamente da Rouxeville e Cachia, intervistati nel filmato proiettato nella stazione, puoi sapere come siano riusciti a produrre in laboratorio uno speciale fitoplancton per alimentare le giovani ostriche, dimostrando così di poter ottenere prodotti ittici di alta qualità anche in città. Difatti hanno creato una chance per sopperire, almeno in parte, alla progressiva riduzione degli stock mondiali. Con l’installazione interattiva puoi provare ad alimentare ostriche nel modo più corretto: il concetto che passa è quello di “cibo buono per il buon cibo”. Nella stazione puoi anche osservare una riproduzione del corallo Xenia, che negli allevamenti naturali viene usato per monitorare le condizioni dell’acqua: non appena questa si deteriora, il corallo mostra una reazione che segnala la necessità di intervenire.

LA PESCA SOSTENIBILE

La stazione tematica sulla pesca sostenibile nel padiglione del Principato di MonacoNel gioco interattivo a coppie dedicato alla pesca sostenibile devi cercare di catturare solo le specie ittiche non sfruttate. Alla fine del gioco conoscerai Mr. Goodfish, che ti rivelerà il nome delle specie consentite. Mr. Goodfish è anche il nome della campagna di sensibilizzazione rivolta a consumatori e ristoratori, attuata con il sostegno della Fondazione Principe Alberto II di Monaco. L’obiettivo è rendere la pesca, che da sola fornisce mantenimento a oltre mezzo miliardo di persone, il più possibile sostenibile in un’epoca in cui più dei tre quarti delle risorse ittiche mondiali sono sovrasfruttate o addirittura a rischio estinzione. A tal fine, nel filmato della stazione vengono proposte l’imposizione delle quote di pesca, un’adeguata selezione dell’attrezzatura e la creazione di aree marine protette. Perfettamente in linea con la filosofia di Mr. Goodfish è il menu del ristorante del padiglione, capeggiato dallo chef Philippe Joannès, che non contempla specie ittiche a rischio di estinzione come, per esempio, il tonno rosso.

LE AREE MARINE PROTETTE

La stazione tematica sulle aree marine protette nel padiglione del Principato di Monaco in ExpoOra ti aspetta una speciale mappa interattiva, che ti consentirà di conoscere le aree marine protette sostenute dal Principato. L’obiettivo dell’installazione e del filmato è far comprendere l’importanza che queste rivestono in quanto a salvaguardia degli ecosistemi del Mediterraneo, strettamente connessi al nostro sostentamento e alla nostra qualità di vita. Grazie a queste aree, che consentono solo attività di pesca su piccola scala, si preservano ambiente marino e biodiversità, assicurando nel contempo lavoro alla popolazione locale. Ecco perché il Principato ha l’obiettivo di creare nel Mediterraneo una rete globale di aree marine protette, gestite efficacemente ed ecologicamente, entro il 2020.

DALLA PARTE DELLE FORESTE

Stazione tematica sulle aree marine protette nel padiglione del Principato di Monaco in ExpoTi basta schiacciare un pulsante per avviare la riproduzione di un filmato e allo stesso tempo far emettere a una motosega racchiusa in una gabbia, simbolo della deforestazione, i suoi rumori più tipici. Grazie al filmato, scopri come ogni anno vengano eliminati circa 15 milioni di ettari di foreste, superficie più o meno corrispondente all’estensione dell’Inghilterra. Se da un lato la deforestazione permette lo sfruttamento del suolo per la produzione alimentare intensiva nel breve periodo, dall’altro la conseguente accelerazione del cambiamento climatico mina la nostra sicurezza alimentare a lungo termine. Stando alle stime del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici, ogni decennio la produzione alimentare globale scende del 2 percento a causa della siccità e degli impatti legati al clima. Contro la deforestazione, il Principato ha avviato il progetto “Wood Forever Pact”, con cui promuove l’utilizzo di legname certificato, dunque proveniente da foreste gestite in modo sostenibile, per la produzione di yacht.

CONTRO L’INVASIONE DELLE MEDUSE

Stazione tematica sulle meduse nel padiglione del Principato di Monaco in ExpoLa necessità di tornare a praticare una pesca sostenibile e di ridurre l’inquinamento climatico e marittimo è tanto più forte quanto più invadente è la diffusione delle meduse. E il fatto è alquanto sconcertante visto che questi esseri viventi sono aumentati di ben il 62 percento nelle aree tra l’Asia orientale, il Mar Nero, le Hawaii e l’Antartide. Saranno pur prive di ossa, cervello e sangue, ma le meduse hanno una tenacia da far paura: riescono a adattarsi al degrado ambientale, non temono inquinamento e riduzione d’ossigeno, amano i rifiuti di plastica che ospitano i loro polipi. Sono una vera minaccia per le uova di pesce e di certo contribuiscono alla riduzione degli stock ittici, peraltro agevolate da chi pesca quantità eccessive dei loro predatori, come tartarughe e tonni, e dei loro concorrenti per la conquista del fitoplancton. L’invasione delle meduse è un allarme lanciato dalla natura e puoi fissarlo bene nella mente entrando in una stanza buia, dove non solo un’infografica ti spiega le conseguenze dell’invasione e un gioco con joystick ti fa conoscere le diverse specie di meduse ma ci sono anche esemplari vivi e vegeti. Un filmato ti illustra inoltre le cause di questo fenomeno, indice del deterioramento della salute marina e del rischio che l’oceano non assolva più alla funzione di fonte di sostentamento.

L’ACIDIFICAZIONE DELLE ACQUE

Stazione tematica sull'acidificazione delle acque nel padiglione del Principato di Monaco in ExpoDalla Rivoluzione industriale l’acqua del mare è diventata più acida del 30 percento: negli ultimi decenni l’aumento di anidride carbonica nell’atmosfera (in parte assorbito dagli oceani) è diventato esponenziale. L’acidificazione delle acque colpisce tutta l’industria della pesca e, quindi, l’approvvigionamento alimentare di tutto il mondo.
Nella stazione dedicata al tema, puoi osservare un esempio di mesocosmo (recinto di acqua sperimentale prossimo alle condizioni naturali, in cui i fattori ambientali possono essere realisticamente manipolati) che viene usato negli studi scientifici e vedere modellini di coccoliti, conchiglie piccolissime di carbonato di calcio che incapsulano un determinato numero di specie di alga. Questi sono accompagnati da un’installazione interattiva in cui, attraverso una barra di scorrimento, vedrai come l’acidificazione li danneggi gravemente, provocandone il discioglimento. In un filmato il Principato propone di individuare piani ben precisi per stabilizzare i livelli di anidride carbonica nell’atmosfera.

GLI OTTO OBIETTIVI DI SVILUPPO DEL MILLENNIO

Gli otto cubi con gli obiettivi del millennio nel padiglione del Principato di Monaco in ExpoOtto cubi interattivi mostrano gli altrettanti Obiettivi di sviluppo del millennio che sono stati adottati nel Duemila da 189 Paesi membri dell’Onu, Principato di Monaco compreso. Dal dimezzamento della povertà estrema alla lotta all’Hiv/Aids, fino all’istruzione primaria universale, hanno tutti il 2015 come data di traguardo. Le facce dei cubi descrivono i dettagli di ogni progetto.

SAVE FOR A STOVE

La solidarietà del Principato di Monaco si manifesta in atti concreti. Esempio ne è “Save for a stove”, progetto con cui l’Organizzazione non governativa Entrepreneurs du Monde è sostenuta nel migliorare le condizioni di vita della popolazione rurale in Burkina Faso attraverso la produzione, la vendita e l’uso di stufe da cucina e fornelli a gas. Una cucina tradizionale e alcuni mezzi d’illuminazione locali sono messi a confronto con i nuovi dispositivi realizzati grazie al progetto. Guardando un filmato, puoi conoscere i dettagli dell’iniziativa.

YAK FOR LIFE

La stazione Yak for life del padiglione del Principato di Monaco in Expo“Yak for life” è un progetto condotto in Mongolia da Avsf (Agronomi e veterinari senza frontiere) e supportato dal Principato di Monaco con lo scopo di rendere più ecosostenibili e redditizi gli allevamenti di yak tenuti da 400 famiglie nomadi nelle montagne del Khangai. Lo yak, che difatti è il bue tibetano, offre ai contadini quasi tutto il necessario per la loro vita. Girando la ruota interattiva, potrai vedere brevi filmati esplicativi e capire come ciò accade.

CONTRO LA MALNUTRIZIONE

La stazione Fighting for nutrition nel padiglione del Principato di Monaco in ExpoUn filmato e foto riprodotte su sacchi da cibo in una stanza buia ti portano in Madagascar, Paese in cui il 92 percento degli abitanti vive al di sotto della soglia di povertà, con circa 1 dollaro al giorno. Quarta isola più grande del pianeta, il Madagascar possiede una flora e una fauna che non si trovano in nessun’altra area geografica, ma la crescente fragilità del suo ecosistema, dovuta a deforestazione e cattiva gestione del territorio, lo rende particolarmente vulnerabile. Il progetto umanitario del Principato, avviato nel 2014 nel Sud del Paese, mira a combattere la malnutrizione di 30mila bambini e donne gravide.

In Expo il piccolo Principato di Monaco fa le cose in grande. Il suo padiglione ti lancia la sfida della consapevolezza e della riflessione. Sta a te decidere se questa può contribuire a guardare la vita, tua e del pianeta su cui vivi, da una prospettiva diversa.

Orari: il padiglione apre alle 10 e chiude alle 21.30; il ristorante Fairmont Monte Carlo, che ripropone l’ambientazione di un tipico mercato monegasco, apre alle 12 e chiude alle 22.30-23. Il bistrot apre alle 8.30 e chiude alle 23.

Ubicazione: tra il padiglione del Giappone e quello della Turchia (coordinate sulla mappa: G 24; fermata della navetta: 6); l’ingresso più vicino è Roserio.

Fotografie: Pavillon Monaco, tranne quelle con indicazione di copyright.

Leggi anche le presentazioni degli altri padiglioni in Racconti da Expo.

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