VOGLIA DI EMERGERE

In Expo il padiglione del Kazakhstan spicca per contenuti tecnologici e invita i visitatori ad Astana 2017, grande occasione per salire alla ribalta internazionale con il tema dell’energia sostenibile

Esreno del padiglione del Kazakhstan in Expo

Il suo nome è Kazakhstan, chi lo conosce? Se prima di Expo a questa domanda molti italiani avrebbero potuto reagire con titubanza, ora non hanno più scusanti. Il Paese, situato nel cuore dell’Eurasia e nono per estensione al mondo con una superficie di oltre 2milioni 700mila metri quadrati, è salito prepotentemente alla ribalta dell’esposizione universale. Prova ne è il grande interesse dei visitatori, sempre pronti a collocare il suo padiglione ai primi posti nelle classifiche dei più divertenti e tecnologici e ad aspettare ore in fila per varcarne la soglia.

D’altra parte, la grande voglia di emergere del Kazakhstan si capisce sin da subito: questo Paese punta in alto e guarda avanti. Punta in alto come l’andamento ascensionale della facciata tutta specchi del suo padiglione, che si estende per complessivi 3mila quadrati. Guarda avanti perché, dal 10 giugno al 10 settembre 2017, ospiterà nella capitale Astana la prossima esposizione internazionale che avrà per tema Energia del futuro.
Però a Expo Milano 2015 il Kazakhstan riparte dal passato, per presentarsi in qualità di “terra delle opportunità”, così come recita il suo slogan.

Spettacolo della sabbia in KazakhstanA raccontarne la storia per immagini è un piacevole spettacolo di sand painting: su un grande schermo illuminato, un’abile artista disegna con la sabbia gli eventi che hanno portato il Kazakhstan, dichiaratosi indipendente dall’Unione sovietica nel 1991, a quintuplicare la crescita economica in soli dieci anni. Una storia per immagini, alcune delle quali interattive, è anche quella che ti accompagna sulla scala mobile diretta alla grande sala espositiva del padiglione. Scala mobile con immagini interattive nel padiglione del KazakhstanQui, in un’ambientazione futuristica, puoi visitare ben 15 mostre interattive con grafiche e filmati bilingui, articolate in sei aree circolari, vere e proprie “rotonde”. Il loro scopo è quello d’informarti sull’intelligente utilizzo delle risorse del Paese anche se, purtroppo, i tempi imposti della visita non consentono sempre di soffermarsi adeguatamente su ogni argomento.

Sala espositiva centrale

AGRICOLTURA AL PASSO COI TEMPI

In Kazakhstan l’agricoltura impiega più del 26 percento della forza lavoro e, benché solo il 10 percento del terreno sia arabile, questo Paese è uno dei maggiori esportatori di grano. Ecco perché, in corrispondenza della prima rotonda, dal soffitto ne spiovono vigorose spighe, al di sotto delle quali è possibile ammirare la scrivania originale su cui lo scienziato Alexander Barayev ha lavorato all’Istituto sulle colture cerealicole di Shortandy, località del Kazakhstan settentrionale.

Scrivania di BarayevBarayev, su cui si possono avere ulteriori informazioni aprendo il grande libro interattivo collocato dietro la scrivania, è considerato uno dei più importanti architetti dell’agricoltura moderna: ha infatti introdotto i metodi di coltivazione senza aratura, fondamentali per un terreno come quello del Kazakhstan, oltretutto caratterizzato da un clima estremamente continentale.
Il cartamo nel cilindro dell'erbario interattivoAccanto alla scrivania, una parete a pistoni diventa un vero e proprio erbario interattivo. Facendo pressione sui cilindri, puoi scoprire le piante più importanti coltivate in Kazakhstan. Tra di esse c’è anche il cartamo, noto come “zafferanone” e utilizzato per produrre olio di semi nonché una polvere con ottime proprietà addensanti, spesso usata per budini e creme.
Poco più in là, torna protagonista il grano: quattro piccoli campi ne mostrano le fasi di crescita nelle diverse stagioni. Infine, grazie a un microscopio, puoi ammirare la varietà dei terreni (e delle steppe) tipica del Paese.

L’ALLEVAMENTO DEL BESTIAME

Latte di Kumys nel padiglione del KazakhstanLa seconda rotonda è dedicata all’allevamento del bestiame. In Kazakhstan, dove i tre quarti del suolo agricolo possono essere destinati a pascolo, esso costituisce ben il 45 percento del prodotto lordo di settore. Oltre a pecore, suini, bovini e cammelli, vengono allevati anche cavalli. E proprio di una giumenta sei invitato a degustare il latte fermentato, il cosiddetto “kumys”, che viene sempre servito ben fresco. Volendo, puoi anche fare un selfie con un bicchierino di quella che i kazaki considerano la “bevanda degli eroi”. Il bello è ingoiarla in un sol colpo per avvertirne l’acidità dopo un impatto inziale alquanto memorabile.
L’allevamento del bestiame è anche l’argomento trattato dai tre video a parete che presentano esempi kazaki di convivenza tra animali, uomini e natura.

IL PAESE DELLE MERAVIGLIE

La mela AportSapevi che la prima mela selvatica è stata colta in una regione corrispondente all’odierno Kazakhstan e che, tra le varie specie coltivate al giorno d’oggi, la Aport può arrivare a produrre frutti da un chilo l’uno? Questa è solo una delle “meraviglie” che ti invita a scoprire la terza rotonda della sala, dove puoi anche sentire il profumo e vedere un video delle 35 varietà di tulipani del Paese, molte delle quali esportate in Europa.
Altra specialità kazaka è il miele proveniente dalla regione dell’Altai, dalle note proprietà curative. A differenza di molti altri padiglioni Expo, questo non tratta il tema della mortalità delle api perché in Kazakhstan non esiste: basti sapere che sono stimati 450mila colonie e circa 12mila apicoltori che praticano tecniche tradizionali d’allevamento.
Una meraviglia è anche il Lago Balkhash, ovvero “paludoso”. Situato nell’arida steppa orientale del Paese, questo bacino d’acqua chiuso ha la forma di una mezzaluna e confina con l’Uzbekistan. La sua particolarità sta nel fatto che a oriente è molto salato, mentre a occidente è dolce o leggermente salato, a seconda delle oscillazioni del livello dell’acqua.

LA STEPPA E LA STORIA DEL LAGO D’ARAL

Installazione sul Lago d'Aral in ExpoBasta qualche passo per ritrovarti nella più ampia steppa secca del mondo per conoscere in presa diretta la situazione del Lago d’Aral, vittima di uno dei più gravi disastri ambientali perpretati dall’uomo. Citato anche da Al Gore nel best seller Earth in the balance, il bacino ha subito un forte prosciugamento in seguito a un assurdo progetto del regime sovietico che, negli anni Settanta, ha iniziato a prelevare acqua dagli emissari Amu Darya e Syr Darya per irrigare piantagioni di cotone forzatamente create nelle zone circostanti.
Facendo scorrere la balaustra di una ruota parallela al pavimento, su quest’ultimo puoi osservare com’è cambiata l’estensione del lago negli ultimi decenni: non essendoci più acqua a sufficienza per controbilanciare l’evaporazione naturale, il bacino si è ripartito in Piccolo e Grande Aral. Per non incrementare i già ingenti danni, proprio in Kazakhstan è stata eretta, anche grazie al finanziamento della Banca mondiale, la diga Kokaral. Essa ha consentito l’isolamento del Piccolo Aral e il suo ricongiungimento con il Syr Darya, facilitando così in alcuni villaggi la ripresa delle attività di pesca. Ancora molto drammatica appare invece la situazione del Grande Aral, che gli esperti dicono destinato a scomparire nel giro di pochi anni.
Il Kazakhstan si dice consapevole delle minacce ambientali e anche pronto a sostenere tutte le iniziative volte a salvaguardare la biodiversità. La speranza è che questo si tramuti anche nel salvare molte delle specie a rischio di estinzione che vivono nella steppa come la saiga, la grande otarda e la marmotta.

STORIONI VIVI E VEGETI

Storioni nell'acquario del KazakhstanAl centro della quarta rotonda ti aspetta un grande acquario che ospita ben 39 storioni tra russi e siberiani che, nei sei mesi di Expo, si prevede crescano di circa 10 centimetri. Questo perché il Mar Caspio, su cui il Kazakhstan affaccia, ne è da sempre dimora.

Acquario degli storioniCon il pregiatissimo caviale dello storione di certo non si risolverà il problema della fame nel mondo, ma rincuora sapere che è stata imposta una moratoria quinquennale sulla pesca per evitarne l’estinzione. CavialeAncora più importante può forse definirsi la diffusione della cosiddetta tecnica di “mungitura”, grazie alla quale si può prelevare il caviale dallo storione senza causarne la morte. Oltre al processo di produzione del caviale, in questa rotonda puoi anche vederne diverse varietà.
Lo storione non è comunque l’unico protagonista dell’acquacoltura del Kazakhstan, dove ben 48mila laghi forniscono le più svariate risorse ittiche (carpa comune, carassio, abramide e lucioperca in primis).

LOTTA ALLE LOCUSTE

Foto di una locusta nel padiglione del KazakhstanL’ultima rotonda è “invasa” dalle locuste, antico nemico delle coltivazioni kazake che nel 2013 ne ha devastato più di 2 milioni di ettari. E proprio tu, tramite un gioco interattivo, puoi aiutare il Kazakhstan a sconfiggerle. Dalla tua parte hai un drone che, proprio come avviene attorno all’infestatissima area del Lago Balkhash, serve per individuare le zone più colpite dai focolai ed evitare dunque l’uso dei pesticidi su larga scala.

IN VOLO VERSO ASTANA

Cinema Movimento nel Padiglione del KazakhstanDopo aver fatto un viaggio nella capitale Astana interagendo con tablet in una stanza sulle cui pareti sono proiettate le sagome dei suoi monumenti, arriva il momento più atteso dai visitatori che è anche quello che fa propendere il padiglione per un taglio promozionale: lo show del cinema Movimento. Accomodato su poltroncine che reagiscono agli stimoli della proiezione e indossando occhiali che ti consentono di entrare nella realtà aumentata, benché ti trovi sotto la cupola del padiglione, ti sembra di partire dallo spazio per arrivare all’Expo 2017. Con una riproduzione sonora multicanale, insegui i raggi del sole per atterrare al sito espositivo che dell’energia farà il suo cuore pulsante.
Proprio il Kazakhstan, che ogni anno produce più di 80 milioni di tonnellate di petrolio e gas condensato, vuole affrontare al meglio le sfide energetiche del XXI secolo, cercando di individuare e diffondere le migliori pratiche nella produzione di energia e sviluppo sostenibile. Sottotemi di Astana 2017 sono infatti la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, l’efficienza energetica e l’energia per tutti, quest’ultima intesa anche come fondamentale alleata nella lotta alla povertà. Sono già più di 20 i Paesi che hanno confermato la partecipazione ad Astana 2017 che, come ha dichiarato il capo di Stato Nursultan Nazarbayev, “oltre a essere un esame per il Kazakhstan, consente di rivelarne il potenziale costruttivo perché darà impulso innovativo allo sviluppo della Repubblica.”

UNA SFERA SOSTENIBILE

Plastico di Astana 2017 nel Padiglione del KazakhstanNel padiglione milanese del Kazakhstan è possibile ammirare il plastico del sito espositivo di Astana, dominato al centro da una grande sfera. Proprio questa, avanzato modello di green technology, sarà il padiglione della nazione ospitante. Progettato dall’americana Adrian Smith+Gordon Gill Architecture Llp, accoglierà un museo storico e uno sulle alte tecnologie sostenibili. A guardarlo sembra un edificio arrivato dallo spazio, impressione che il premier kazako non deve proprio aver avuto su Palazzo Italia quando è rimasto bloccato in ascensore con Matteo Renzi. Meno male però che a Expo 2015 c’è l’Albero della Vita a controbilanciare: quando Nazarbayev lo ha visto ne è rimasto così colpito che ne ha chiamato il direttore artistico, Marco Balich, a lavorare per lui.

Curiosità

Esterno e interno della yurta collocata sulla terrazza del Kazakhstan in ExpoSe dal Decumano cerchi con lo sguardo verso l’alto, sulla terrazza del padiglione puoi intravvedere una casa tradizionale dei kazaki, in passato popolo di nomadi. Si tratta di un’affascinante yurta, purtroppo non accessibile ai comuni visitatori, ma di cui ho il piacere di mostrarti le immagini. La struttura è in legno e l’interno è riccamente addobbato con tappeti.

Consigli pratici per il visitatore

Spettacoli all'esternoBenché sia tra le più lunghe, l’attesa per entrare nel padiglione del Kazakhstan è anche una delle più piacevoli: sul vicino palco esterno si esibiscono ogni giorno i più svariati artisti, che intrattengono il pubblico con danze tradizionali ed esecuzioni musicali. L’area è inoltre attrezzata con cilindri, dotati di una speciale tecnologia di ritorno, che ti propongono un simpatico quiz sul Paese che ti sta per accogliere.

Orari: il padiglione apre alle 10 e chiude alle 20; il caratteristico ristorante “Dastarkhan”, parola che significa “tavola sontuosamente imbandita”, apre alle 12 e chiude alle 22.

Ubicazione: a metà Decumano, tra il padiglione degli Emirati Arabi Uniti e quello di Kinder+Sport (coordinate sulla mappa: H 16; fermata della navetta: 9); l’ingresso più vicino è Sud Merlata.

Fotografie: Padiglione Kazakhstan, tranne quelle con indicazione di copyright.

Leggi anche le presentazioni degli altri padiglioni in Racconti da Expo.

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15 pensieri su “VOGLIA DI EMERGERE

    • Sarà mica stato Avvocatolo (leggi sotto) 😉 ? Con Expo Milano è diventata decisamente più bella. Ai numerosi posti da visitare che ci sono sempre stati, si sono aggiunti eventi e iniziative culturali davvero da non perdere. Facci un pensierino! 🙂

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      • Hahaha!non ho letto ma sapevo che avvochetto prima stava a milano!ma il mio amico poi si è traaferito a capoverde…proprio dietro l’angolo!
        Mi piacerebbe venire tanto… Ma mi sa che non riusciamo tra scuole e lavori… Ci concediamo una fuga ad ottobre,ma all’altra parte, a napoli!
        Tanto ad expo ci vado grazie a te!

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  1. Come per tutti i tuoi altri post relativi alle tue visite all’Expo, anche questa descrizione è accurata, chiara e sensibile. La tua scelta di commentare con tanta precisione e partecipazione ogni padiglione li ha resi estremamente interessanti e “comprensibili”: un ottimo lavoro, Sonia, un’esperienza condivisa con molta intelligenza e abilità. Complimenti e molte grazie.

    Liked by 1 persona

    • Grazie a te, Silva! Non sai quanto mi abbia fatto piacere il tuo commento, anche perché so che è sincero. Per me Expo è un vero corso di formazione e ogni volta che scopro qualcosa di nuovo sento la necessità di informarmi per fissarlo nella mente. Ci sarebbe veramente tanto da esplorare, studiare e raccontare. 🙂

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