IL DESTINO NEL NOME

È quello di Malta, l’isola che custodisce il significato del miele. In Expo puoi scoprire le sue prelibatezze (culinarie e non solo) viaggiando in un alveare come un’ape operosa

La facciata del padiglione di Malta in Expo

Mettiti nei panni di un’ape operosa e, con i suoi occhi, osserva attentamente un’isola che nel nome custodisce il significato della parola miele. Questo sei invitato a fare a Expo nel piccolo padiglione di Malta, ospitato nel Cluster Bio-Mediterraneo assieme ad altri nove Paesi e al World Expo Museum.

Lontana dalla folla che assale i padiglioni più gettonati, qui mi sono piacevolmente accorta di come Expo sia fatto anche di gente che ama il proprio Paese, capace di sfruttare la grande occasione di farne conoscere il territorio, raccontandolo in prima persona ai visitatori interessati. Se entri nello spazio espositivo di Malta, non aver paura di chiedere: la tua visita ne trarrà vantaggio.

NELL’ALVEARE CON GLI OCCHI DELLE API

Alveare bianco all'interno del padiglione di Malta in ExpoAd accoglierti c’è un grande alveare bianco, a celle esagonali, che puoi esplorare proprio come fanno le api che lo sovrastano all’entrata. Al suo interno scopri le virtù, culinarie e non solo, dell’antichissimo arcipelago situato al centro del Mediterraneo, da sempre crocevia per le civiltà dei tre continenti che si affacciano su di esso.
Con i suoi 316 chilometri quadrati e 416mila abitanti, Malta è il Paese più piccolo dell’Unione europea, di cui fa parte dal 2004.
Anche se in molti non lo sanno, il tema delle api è strettamente connesso con quello di Expo (Nutrire il pianeta. Energia per la vita). Secondo la Fao (l’organizzazione Onu per l’alimentazione e l’agricoltura), 71 delle 100 colture più importanti a livello globale vengono impollinate da api e altri insetti come mosche, farfalle e bombi. E ben il 35 percento della produzione di cibo a livello mondiale dipende proprio dall’impollinazione. Se le api continueranno a diminuire, per esempio a causa dell’eccessivo utilizzo dei pesticidi, potrebbero sparire molti degli alimenti oggi presenti sulle nostre tavole. Ecco dunque spiegato perché in Expo molti Paesi hanno voluto dare tanto spazio a questo argomento.

MALTA COME MIELE

Miele in una cella dell'alveare maltese in ExpoPerò Malta lo ha fatto anche per altre ragioni. Gli antichi Greci chiamavano l’isola Melite, termine che deriva da meli, ovvero “miele”. Il nome, usato dai Romani nel IX secolo, fu trasformato in Malta dagli Arabi. Inoltre, l’alveare allestito nel padiglione sta a simboleggiare un luogo sicuro in cui conservare il cibo e una comunità in cui vivere con serenità. Una comunità che, proprio come Malta, non dimentica le sue radici e sa anche guardare avanti. “Provenienti dal passato, custodite per il futuro, da provare a Expo Milano 2015” è infatti il tema esposto dall’isola, con la precisa volontà di preservare la cultura, le tradizioni e la cucina del passato per tramandarle alle future generazioni.
Se molti sanno che Malta ospita l’antichissimo tempio megalitico di Ġgantija, probabilmente in tanti non sono a conoscenza del fatto che è anche sede di importanti attività imprenditoriali, manifatturiere e non solo. E ovviamente produce un miele straordinario, ingrediente di diversi piatti fin dai tempi antichi.
A Malta vive infatti una specie endemica di api, di piccole dimensioni e in grado di lavorare anche alla temperatura di 40 °C, che produce tre tipi di miele. La primavera, da marzo a maggio per l’esattezza, è la stagione del millefiori, color giallo tenue, che viene raccolto principalmente da borragine, trifoglio rosso, agrumi e cardi. L’estate è il periodo del miele di timo, dall’aroma intenso e di colore tendente all’arancione, che viene raccolto dai fiori degli alberi selvatici nel Nordovest di Malta, Gozo e Comino. Infine, nei mesi di settembre e ottobre, l’ape maltese lavora sui fiori di eucalipto e carrube, raccogliendo un miele dall’aroma intenso, piuttosto scuro. Quest’ultimo e il millefiori tendono a cristallizzare, mentre quello di timo resta liquido.

UN ASSAGGIO VIRTUALE DI PIATTI TIPICIFormaggio fresco Ġbejnia

Malta non è solo terra di dolcezze. La sua particolare collocazione geografica la rende ottima produttrice d’olio, vino e pesce. In particolar modo, il settore ittico ha un significato che va ben oltre la sua importanza economica: al giorno d’oggi vengono ancora praticate antiche tecniche di pesca che, con il supporto della moderna tecnologia, consentono di usufruire di piccole quantità di pescato di ottima qualità.
Nell’alveare di Malta potrai gustare (solo virtualmente) anche piatti tipici come il formaggio fresco Ġbejnia (nella foto qui sopra), solitamente prodotto con latte di pecora o capra, sale e caglio, e spesso servito come antipasto, magari con una macinata di pepe e un goccio di aceto, oppure usato per arricchire piatti di pasta o zuppe.
BigillaC’è anche la Bigilla, denso pâté di fave di Djerba (nella foto accanto), spesso servito con una spolverata di prezzemolo tritato su una croccante fetta di pane, in accompagnamento ad affettati. E di certo non può mancare l’Imquaret, dolce a base di pasta sfoglia e datteri (nella foto sotto) con un sentore d’anice, che la tradizione vorrebbe fritto e a forma di diamante, proprio come ricorda il suo nome. Al giorno d’oggi, però, si trova spesso a forma di rettangolo e cotto al forno. Goloso e al passo coi tempi, proprio come Malta.

Imqaret

Consigli pratici per il visitatore
Ubicazione: Cluster Bio-Mediterraneo, tra la Lake Arena e il Cluster Isole Mare Cibo (coordinate sulla mappa: D 21; fermata della navetta: 5); l’ingresso di Expo più vicino è Est Roserio.

Fotografie: per i piatti tipici, Viewingmalta.com; per le foto del padiglione prive di watermark, Expo2015/Daniele Mascolo.

Leggi anche le presentazioni degli altri padiglioni in Racconti da Expo.

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11 pensieri su “IL DESTINO NEL NOME

    • Eh, sì, purtroppo in questo periodo l’affluenza è notevole e in fila si perde davvero tanto tempo. Spero comunque che tuo figlio abbia fatto una bella esperienza. Sono anche contenta di saperti tra i lettori affezionati. Al prossimo padiglione! 🙂

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    • Vero, ci vorrebbe più di un mese per vedere tutto bene e riuscire ad apprendere il più possibile. Io considero Expo come un piacevole corso di formazione e nel piccolo padiglione di Malta ho imparato tanto. Quale padiglione ti è piaciuto di più? Su quale, che non sei riuscita a visitare, ti piacerebbe sapere qualcosa di più?

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      • Vera Tirassa

        Ho scritto appena anch’io un articolo a riguardo! i miei sentimenti riguardo EXPO sono un po’ divisi.. mi è piaciuto tanto la Corea del sud, l’area Italia (Coop, Campana Amica, Fab Food) però ovviamente non sono riuscita a vederli tutti (sopratutto per via delle file lunghissime). Mi sarebbe piaciuto vedere il padiglione Italia, Svizzera, Emirati Arabi Uniti, padiglione Zero e Angola.
        Altri padiglioni mi hanno lasciata molto perplessa e mi sembrava che non centrassero niente..

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      • Corro subito a leggerti. Se vai in Racconti da Expo, su Svizzera, Emirati Arabi Uniti, Italia e Padiglione Zero trovi il resoconto della mia visita. Anche io in alcuni casi ho avuto la tua stessa perplessità, questo mi ha spinto ad approfondire e spesso ho trovato le risposte alle mie domande. Altre volte, invece, non ho proprio trovato risposta e credo che sia accaduto quando, come dici tu, c’era poca attinenza al tema.

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