LE PERLE DEL DESERTO

Sono acqua e datteri per gli Emirati Arabi Uniti che, nel padiglione più elegante di Expo Milano 2015, presentano Dubai 2020

Padiglione Emirati Arabi Uniti

Se per un attimo non pensi alla folla che anima il Decumano, quando entri nel padiglione degli Emirati Arabi Uniti ti sembra davvero di iniziare un viaggio nel deserto.
Le mura maestose, gli stretti viottoli, la tempesta nel bel mezzo della quale ti ritrovi nell’auditorium, le palme da dattero e la presentazione di Expo Dubai 2020 ti fanno dimenticare facilmente di essere a Expo Milano 2015.

A ideare la costruzione sono stati gli architetti della britannica Foster+Partners, società d’indiscussa fama internazionale che ha progettato il padiglione degli Emirati anche a Shanghai 2010.
La scelta è caduta su una struttura imponente e allo stesso tempo modulare, che si ispira alle dune del deserto e che, dopo il 31 ottobre, può essere smontata e ricostruita per diventare museo a Masdar City, prima città completamente alimentata da energia rinnovabile, anch’essa progettata dalla Foster+Partners e in fase di costruzione nei pressi di Abu Dhabi.

CIBO PER LA MENTE

Arabi e visitatori nel padiglione degli Emirati in ExpoTra i più tecnologici di Expo, i 4.386 metri quadrati su cui si estende questo padiglione sono anche tra i più apprezzati dai visitatori. Il messaggio che gli Emirati vogliono lanciarci è semplice, anche se le conseguenze possono essere straordinariamente articolate: dobbiamo nutrire la nostra mente affinché essa sia in grado di delineare il futuro nel modo più sostenibile possibile, imparando da quel passato in cui si è vissuto con risorse alquanto limitate. Difatti, a essere chiamata in causa è la responsabilità che ognuno di noi ha nel rispettare il pianeta e che deve inevitabilmente concretizzarsi nella gestione più oculata possibile di cibo, acqua, energia e territorio. La scelta della scarsità delle risorse come tema centrale non è ovviamente casuale: la rigidità delle condizioni del deserto costringe da tempo gli Emirati ad affrontare sfide che altrove potranno riproporsi solo in un futuro caratterizzato da un’errata gestione delle risorse oggi disponibili.
Basti pensare che dal 1971, anno in cui gli Emirati si sono riuniti in un’unica entità, la popolazione è cresciuta da 280mila a 9 milioni di abitanti, con 200 nazionalità diverse nella sola Dubai.

DUNE RIMONTABILI

Dettaglio mura e rivestimento auditoriumPer far immergere il visitatore nell’atmosfera del deserto, sono state progettate mura curvilinee alte 12 metri, poi messe in opera con 903 pannelli di calcestruzzo rinforzato in fibra di vetro, sostenuti da un telaio in acciaio. La particolare composizione del materiale edile garantisce un’ottima abitabilità al padiglione, anche per quando sarà rimontato a Masdar City: prova ne è la freschezza che si avverte apponendo la mano su un pannello durante una giornata estiva milanese davvero torrida. Esterno dell'Auditorium nel padiglione degli Emirati in ExpoL’andamento delle mura alimenta inoltre zone d’ombra negli stretti viottoli che si vengono a creare, molto simili a quelli degli antichi villaggi degli Emirati.
La superficie dei pannelli, che equivale a 7.600 metri quadrati, è caratterizzata da increspature che richiamano quelle della sabbia nel deserto. Queste sono state riprodotte dopo un attento studio fotografico e una dettagliata elaborazione computerizzata in 3D.
Al centro del padiglione c’è l’auditorium, racchiuso in un enorme “tamburo”, effetto ottenuto con una lega metallica simile a quella utilizzata per le monete da 10, 20 e 50 centesimi di euro. Alla fine di Expo, anche questo edificio circolare sarà trasferito negli Emirati.

GRANDI SFIDE IN PICCOLI CUBI

Dettaglio cubi nel padiglione degli Emirati in ExpoSarà facile che tu abbia fatto una lunga fila prima dell’ingresso e ora nutri grandi aspettative. Questo viaggio nel deserto ti darà modo di soddisfarle, anche se gradualmente.
Nella prima parte della visita, puoi esplorare le più importanti sfide che gli Emirati stanno affrontando in quanto a territorio, energia rinnovabile, acqua e cibo grazie ad alcuni cubi interattivi, che si azionano sfiorando un sensore. Dodici di essi pongono una domanda e altri dodici forniscono la relativa risposta. È così che scopri come negli Emirati un impianto solare possa fornire energia per 20mila abitazioni e come le alghe, in grado di crescere nel deserto in quasi totale assenza d’acqua, possano trasformarsi in biocarburante per i jet. Oppure ancora come stiano cercando di desalinizzare l’acqua del deserto utilizzando fonti rinnovabili; come stiano favorendo un’agricoltura protetta per ridurre la quantità di cibo importato, oggi pari alla ragguardevole cifra dell’85 percento, e come siano impegnati nella lotta alla fame.
Cubi del padiglione degli Emirati in ExpoProprio viaggiando tra i cubi interattivi, inizi a conoscere i protagonisti del padiglione: la piccola Sara e la sua famiglia. In brevi filmati, vedi i fratellini di Sara disegnare la palma da dattero, scoprendo così l’argomento centrale di tutto il percorso espositivo; vedi la nonna, che cucina il maleh, piatto arabo a base di pesce salato, impreziosito da un miscuglio di spezie; la zia, che parla del particolare rapporto spirituale che gli arabi hanno col cibo nel periodo del Ramadan; Sara stessa, che racconta di un’organizzazione umanitaria che sostiene l’alimentazione di bambini etiopi in età scolare. Infine, ti viene spiegato come arte e cibo vengano esaltati nelle esotiche location degli Emirati grazie all’iniziativa imprenditoriale femminile.

L’ALBERO DI FAMIGLIA

Particolare del cortometraggio: datteriGià i cubi interattivi l’hanno mostrato: nell’alimentazione degli abitanti degli Emirati (e non solo) i datteri hanno un ruolo fondamentale perché particolarmente nutrienti. Quindi L’albero di famiglia, questo il titolo del cortometraggio di otto minuti proiettato nell’auditorium circolare, non può che essere una palma da dattero. La famiglia è ovviamente quella della piccola Sara. Alle prese con una ricerca scolastica, la bambina (e tu con lei) si ritroverà nel recente passato degli Emirati, quando sua nonna era una giovane donna. Lì comprenderà l’importanza di una gestione accurata delle risorse, dell’acqua in particolare, e della valorizzazione del cibo donato dalla natura, ovvero i datteri, simbolicamente associati a una perla dal grande valore affettivo. E la scelta della perla non è casuale poiché gli arabi sono noti per esserne raccoglitori dai tempi antichi.
Benché la pubblicità (poco occulta) di iPad e Armani Junior tolga un po’ di poeticità alla storia di Sara, questa risulta piuttosto emozionante. Se poi hai modo di sederti a metà sala, lo è ancora di più, perché folate di vento artificiale ed effetti sonori contribuiscono a farti sentire nel bel mezzo della tempesta del deserto che vedi sullo schermo semicircolare.

DISCORSO SUL FUTURO

Discorso sul futuroIl bello, però, deve ancora venire. Dopo il cortometraggio, prodotto dalla Fqc Media-Big Features come tutti i filmati proiettati nel padiglione, sei invitato a incontrare Sara e a concludere con lei i suoi compiti in un coinvolgente ologramma. Qui vengono tirate le fila del discorso (Future Talk) sulle proposte che gli Emirati hanno per il futuro, prima fra tutte quella sull’utilizzo delle alghe come fonte energetica. E qui ti esibirai con Sara: se, in attesa di entrare nell’auditorium, hai accettato l’invito a cantare, ora vedi la tua performance proiettata in un’esibizione collettiva che coinvolge anche gli altri visitatori del gruppo che si sono voluti prestare. Appena fuori, hai modo di ammirare una vera palma da dattero e di soffermarti ancora sul futuro degli Emirati.

VERSO DUBAI 2020

Presentazione Dubai 2020Futuro in cui è prevista l’esposizione di Dubai, nel 2020 per l’esattezza, ora anticipato in una presentazione ipertecnologica. Primo Expo universale ospitato nell’area del Medioriente, Nordafrica e Sudasia, Dubai 2020 si focalizzerà sul tema Unire le menti. Creare il futuro, con l’intenzione di catalizzare soluzioni inerenti la sostenibilità, per evitare che il progresso comprometta l’esistenza delle prossime generazioni; la mobilità, per esplorare nuovi modi di contribuire efficacemente alle sfide del futuro; l’opportunità, intesa come occasione per creare connessioni produttive tra diverse realtà.
Dopo aver assistito alla presentazione, in cui anche il pavimento della sala diventa parte integrante della proiezione grazie all’azionamento di alcuni suoi elementi dinamici, sei chiamato a esprimere il tuo parere: su un touch screen a parete puoi indicare quali sono le sfide che il mondo deve prepararsi ad affrontare nel 2020.

DALLA TEORIA ALLA PRATICA

Plastico di Dubai nel Future Business EAUIl padiglione ospita anche una piattaforma, denominata Future Business UAE, in cui sono esposti i risultati raggiunti dalle principali organizzazioni del Medioriente nel campo dell’energia solare, dell’alimentazione sostenibile, delle telecomunicazioni e del commercio globale. Anche se non sei un operatore interessato ad avviare partnership internazionali, finalità che si pone la struttura, ti consiglio comunque di visitarla. Nella sala troverai un bellissimo plastico di Dubai e delle centrali che, sfruttando fonti rinnovabili, entro il 2030 gli consentiranno di ridurre del 30 percento la domanda d’energia.

Curiosità
Nel salutarti, gli arabi ti offrono un caffè o un dolcetto ai datteri. Spesso, accanto al timbro che appongono sul passaporto, scrivono anche il tuo nome nella loro lingua.

Consigli pratici per il visitatore
Orari: il padiglione è aperto dalle 10 alle 21, con l’ultimo ingresso previsto alle 20.

Ubicazione: a metà Decumano, tra il padiglione dell’Azerbaigian e quello del Kazakhstan (coordinate sulla mappa: H 16; fermata della navetta: 9); l’ingresso più vicino è Sud Merlata.

Fotografie: il taglio verticale in apertura è di Expo2015/Daniele Mascolo.

Leggi anche le presentazioni degli altri padiglioni in Racconti da Expo.

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13 pensieri su “LE PERLE DEL DESERTO

  1. per me è stato uno dei padiglioni più belli !!! il filmato sul futuro davvero molto interessante , ben riuscita l’ idea di usare come protagonista una ragazzina che cattura sicuramente l’ interesse dei suoi coetanei più direttamente e più facilmente !

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    • Ciao Rita, benvenuta! Già, bella l’idea della bimba per comunicare il messaggio ai più giovani e anche l’esperienza che si tramanda da nonna a bimba. Il passaggio del testimone tra vecchie e nuove generazioni è presente anche in altri padiglioni di Expo, ma credo che qui sia particolarmente efficace. Pensa che la prima volta che ho visitato il padiglione, mentre aspettavo che iniziasse la presentazione di Dubai 2020, avevo accanto un uomo grande e grosso, muscolosissimo e pure tutto tatuato, che raccontava a chi era con lui di essersi davvero emozionato nel vedere cortometraggio e ologramma. Per me, il volto di quell’uomo sarà sicuramente uno dei ricordi più nitidi che conserverò di Expo.

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  2. Io ti faccio i complimenti, perché di ogni cosa letta mi trovo pienamente d’accordo. Nutrire la mente prima ancora di pensare al corpo, se tutti c’è ne ricordassimo è certo che le cose andrebbero meglio! Non oso immaginare l’esperienza vissuta in questo padiglione, credo sua unica nel suo genere. Buonanotte

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    • Ciao! Grazie infinite! “Cibo per la mente: delineare e condividere il futuro” è proprio il concept del padiglione degli Emirati Arabi Uniti in Expo e quella che hai letto ne è la mia lettura. Sono pienamente d’accordo con te: nutrire la mente è una delle grandi occasioni che tutti dovremmo sfruttare per vivere meglio. E il bello è che possiamo nutrire la mente anche con quello che apprendiamo attraverso un consumo consapevole del cibo. In questo sta anche il senso del mio blog. Grazie per il commento e buona giornata. 🙂

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