VIVAIO ALL’ITALIANA

In Expo il Palazzo che celebra la nostra identità si propone come spazio protetto che fa germogliare talenti. A modo tutto suo

Esterno di Palazzo Italia

Certo che Palazzo Italia è proprio italiano. Uno di quegli italiani che all’estero noti subito perché gesticola, ha un tono di voce sopra la media, storpia la lingua del posto facendola tutta sua, ma alla fine conquista per forza di volontà, orgoglio ed energia.

Se è vero che l’edificio è ispirato a una “foresta urbana”, l’idea che gran parte degli italiani inizialmente si è fatta su di esso è quella di una foresta di scandali, inchieste, arresti, ritardi e costi esorbitanti. Seppur l’amara consapevolezza permanga, il visitatore attento è sicuramente in grado di centrare l’obiettivo che il direttore artistico Marco Balich ha fissato per lui: esplorare il significato di “identità italiana”, suscitando orgoglio di appartenenza negli autoctoni e rinnovata curiosità negli stranieri. In sostanza, i primi dovrebbero sentirsi fieri di esserlo e i secondi dovrebbero cogliere l’occasione per capire che dietro agli stereotipi c’è ben altro.

Quel che è certo è che le interminabili file, che attendono il visitatore all’ingresso, dimostrano che l’obiettivo non è lontano dall’essere pienamente raggiunto.

PALAZZO O PADIGLIONE?

Palazzo Italia e l'Albero della VitaPalazzo Italia non è Padiglione Italia. O meglio, lo è solo in parte. Nel padiglione sono infatti compresi anche gli edifici temporanei del Cardo, il viale in cui trovano sede di rappresentanza le regioni italiane e l’Unione europea, e l’Albero della Vita, situato nella Lake Arena. In questo contesto, Palazzo Italia si pone come la “casa dell’identità italiana”. Dislocato a nord di Expo, è la sua unica opera permanente, raggiunge l’altezza di 35 metri e ne è pertanto la vetta più alta.

UNA BRILLANTE FORESTA ACCHIAPPASMOG

L'impluvio che dà sulla piazza internaForesta urbana, si è detto. Lo studio romano Nemesi & Partners ha progettato l’involucro esterno dell’edificio come una ricca trama, caratterizzata dall’alternanza di luci e ombre, vuoti e pieni, che evoca l’intreccio casuale dei rami. La superficie esterna è interamente realizzata in uno speciale cemento biodinamico, brevettato da Italcementi: a contatto con la luce del sole, un suo principio attivo riesce a catturare alcuni inquinanti e a trasformarli in sali inerti, contribuendo così a liberare l’atmosfera dallo smog. Essendo l’80 percento della malta cementizia costituito da aggregati riciclati, in parte provenienti dagli sfridi di lavorazione del marmo di Carrara, la brillanza dei 700 pannelli esterni è nettamente superiore alla media.
Evoca l’idea di foresta anche la copertura del palazzo, realizzata dalla Stahlbau Pilcher di Bolzano e caratterizzata da vetro fotovoltaico e campiture geometriche sia piane che curve. Spettacolare l’impluvio di forma conica situato in corrispondenza della piazza interna e della scala centrale, che le irradia di luce naturale. Proprio la piazza interna, partenza del percorso espositivo, riunisce attorno a sé i quattro volumi della struttura, che si articola in sei livelli per un’area costruita di oltre 14mila metri quadrati: la zona espositiva, a ovest; la zona auditorium-eventi, a sud; la zona uffici di rappresentanza, a nord; e la zona sale conferenza-meeting, a est.

GLI ASSI NELLA MANICA

I contenuti del percorso espositivo di Palazzo Italia sono disposti secondo quattro assi concettuali: la potenza del saper fare, la potenza della bellezza, la potenza del limite e la potenza del futuro, tutte individuate in collaborazione con Censis e Aaster ed esplose con le Regioni in due anni di lavoro sul territorio.
L’identikit dell’Italia messo in scena da Balich non dimentica però gli scempi e i disastri ambientali che caratterizzano il nostro Paese. Nella speranza che si inverta rotta.

VIVAIO DELLE IDEE

Anche per Palazzo Italia, come per tutto il padiglione, il concetto guida è quello di “vivaio”: uno spazio protetto che incoraggia i talenti a germogliare, un terreno fertile per dar loro visibilità. La stessa metafora è alla base del “Vivaio delle idee”, iniziativa lanciata da Padiglione Italia, ministero delle Politiche agricole, ambientali e forestali e Fondazione ItaliaCamp. Grazie a essa, viene data visibilità a start-up, buone pratiche, spin-off universitari e brevetti scientifici del settore agroalimentare e dell’innovazione.

NUTRIMENTO PER LO SPIRITO

L’arte è nutrimento per lo spirito ed energia per la vita e di certo non poteva mancare a Palazzo Italia, poiché il nostro Paese è da sempre patria di indiscussi maestri. Antico e contemporaneo dialogano tra loro al piano terra: qui si trovano la scultura Jennifer Statuario, appositamente realizzata dall’artista italiana Vanessa Beecroft, e la Hora, statua in marmo del I secolo d.C. con integrazioni successive, proveniente dagli Uffizi di Firenze. Queste non sono le uniche opere ospitate da Palazzo Italia: nel percorso espositivo sono inserite la Vucciria di Renato Guttuso, di proprietà dell’Università di Palermo, e il Trapezophoros, sostegno di mensa in marmo dipinto della seconda metà del IV secolo a.C. proveniente da Ascoli Satriano (Foggia), opera trafugata in uno scavo clandestino e recuperata dai carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale.
Altro ospite illustre di Palazzo Italia, purtroppo non accessibile ai comuni visitatori, è il Genio futurista di Giacomo Balla, che arriva dalla collezione della stilista Laura Biagiotti. Fino al 31 agosto a Palazzo Italia ha dimorato anche  la notissima opera reversibile L’Ortolano di Giuseppe Arcimboldo, proveniente dalla Pinacoteca civica di Cremona. Ora al suo posto c’è il violino Clisbee di Antonio Stradivari, strumento della collezione del Comune di Cremona, custodito nello Scrigno dei tesori del Museo del violino. Infine, dal 18 settembre gli uffici di rappresentanza ospitano anche il Pannello Campionario di smalti e ori musivi, realizzato da Angelo Orsoni per l’Expo di Parigi 1889 (se desideri avere informazioni sulle singole opere, clicca sulla photogalley).

PIAZZA UNIVERSALE DI MERCATI RIONALI

Appena prima di accedere alla scala per il piano superiore, veniamo coinvolti nell’atmosfera di tre mercati simbolo italiani: Campo dei Fiori a Roma, il Mercato del Pesce a Rialto (Venezia) e la Vucciria (Palermo). Ciò avviene grazie a una connessione in streaming che consente ai visitatori di Palazzo Italia e ai frequentatori dei mercati di vedersi e sentirsi reciprocamente: il mercato rionale, da sempre luogo di scambio e contatto con gli altri, amplifica il suo significato all’esposizione universale.

LA POTENZA DEL SAPER FARE

Tableau vivant della potenza del saper fareSai che in Friuli Venezia Giulia c’è chi vinifica in anfore interrate come accadeva ai tempi degli antichi Romani? E che in Molise qualcuno ha ripreso la tradizione della transumanza? E che in Sardegna le eccedenze delle lavorazioni agricole vengono trasformate in materiale per l’edilizia? E poi ancora che in Trentino c’è chi ha ideato un sistema di controllo e gestione dell’apicoltura attraverso hardware e software cloud based? Queste sono solo alcune delle 22 storie del saper fare italiano messo in mostra al primo piano di Palazzo Italia. Creatività, eccellenza e innovazione sono raccontate attraverso una sorta di tableau vivant: con un gioco di proiezioni e luci sono le stesse statue dei protagonisti a narrare le vicende che li hanno portati a creare le attività economiche più significative del nostro Paese.

LA POTENZA DELLA BELLEZZA

Il Palazzo dei Consoli di GubbioSe stai arrivando al secondo piano, preparati a una forte scossa. Troverai infatti la cosiddetta distress chamber − tutta nera con vibrazioni, luci e suoni che ti fanno entrare il caos nell’anima – e il videowall su cui scorrono impietuosi i fotogrammi dei peggiori disastri ambientali italiani (dall’Icmesa di Seveso al Vajont, dalla “terra dei fuochi” ai fumi tossici di Porto Marghera). Lo stress psico-fisico appena provato viene mitigato dal fascino della vera bellezza italiana, quella rappresentata in tre sale in cui ci ritroviamo immersi in paesaggi naturali (come Comacchio, le Alpi Carniche, Manarola, il Gargano…), architetture (come Piazza del Campidoglio a Roma, il Tempio di Hera a Paestum, Piazza dei Miracoli a Pisa, il Palazzo dei Consoli di Gubbio…) e dettagli di interni mozzafiato (come Villa d’Este a Tivoli, il Teatro alla Scala di Milano, la Reggia di Venaria Reale… ), replicati visivamente grazie a un sistema di specchi a tratti scomposti e a 360 gradi, con effetti sonori che contribuiscono a ricreare l’ambiente e a scandire il susseguirsi delle opere. Esempi di grande bellezza che vanno tutelati e, talvolta, ricostruiti, come nel caso della Basilica di San Francesco in Assisi, distrutta dalla scossa di terremoto del 27 settembre 1997, che toccò il nono grado della Scala Mercalli e uccise quattro persone. Il caso viene approfondito nella sala immediatamente successiva, dove possiamo vedere il filmato del crollo; a terra troviamo detriti e macerie, ma accanto a tutto ciò ci sono anche immagini di come oggi si presentano la volta affrescata e la chiesa integra, risultati di uno straordinario lavoro di recupero.
Plastico del Mediterraneo senza Italia e videointervisteUlteriore spunto di riflessione è offerto da un grande plastico del Mediterraneo privo della nostra penisola, che ci invita a immaginare che cosa sarebbe oggi il mondo se l’Italia non fosse mai esistita. Videointerviste a personalità di spicco, come lo chef spagnolo Ferran Adrià, l’architetto giapponese Kemgo Kuma e il designer francese Philippe Starck, sottolineano quanto il nostro Paese abbia dato alla storia e alla cultura del mondo, dal cibo all’arte e non solo.
Il secondo piano ci riserva altre due sorprese: un percorso sensoriale al buio, curato dall’Istituto dei ciechi di Milano, e visitabile dalle 11 alle 17, che ci fa vivere la bellezza di un mercato attraverso udito e olfatto. Appena fuori riguadagniamo appieno tutta la nostra facoltà visiva per ammirare la Vucciria, perfetta sintesi degli stimoli raccolti nel percorso effettuato in assenza di vista.

LA POTENZA DEL LIMITE

L'Albero della Vita al centro della salaAl centro di una grande sala troviamo una riproduzione dell’Albero della Vita. Attorno a esso, oleogrammi, oggetti e brevi cortometraggi sono gli strumenti di racconto di 21 storie di italiani che sono riusciti a trasformare gli ostacoli in idee: tanto per fare qualche esempio, c’è chi usa i fondi del caffè per produrre funghi, chi fa crescere il basilico sul fondo del mare, chi riesce a coltivare in serre ermetiche sterili con clima indipendente dall’esterno e chi sviluppa tessili partendo dagli scarti e dai sottoprodotti dell’industria agrumicola. Soffermarsi su ogni singolo video e scoprire i volti di chi ha avuto il coraggio e la genialità di ricavare il meglio dalle avversità fa riscoprire la fierezza di essere italiani.

LA POTENZA DEL FUTURO

Il VivaioArriviamo infine al Vivaio, che ospita la ricchissima biodiversità dell’Italia. Nonostante l’urbanizzazione del suolo, il nostro Paese ne risulta essere ancora il più ricco in tutta Europa. Prova ne è la grande aiuola, costruita proprio a forma d’Italia, che ospita 21 piante. Ognuna di esse è stata individuata dalla Regione in cui cresce come simbolo della propria storia, della propria cucina, del proprio ingegno nell’edificare un ambiente sostenibile, delle proprie tradizioni e del proprio futuro. Accanto al Vivaio un’installazione ludica consente di portar via un ricordo della visita e un’aula ospita laboratori educativi per le scolaresche.

LA CARTA DI MILANO

I visitatori firmano la Carta di MilanoPalazzo Italia dedica un’intera sala alla Carta di Milano, vero e proprio manifesto di Expo 2015 in cui ogni cittadino, associazione, impresa o istituzione è chiamato ad assumersi le proprie responsabilità per garantire alle generazioni future il diritto al cibo. Dopo averne letto i principi chiave, proiettati sulle pareti, possiamo firmarla direttamente con uno dei nostri polpastrelli tramite apposite postazioni elettroniche. La sala ne ospita anche alcune a misura di bambino. D’altra parte, sono proprio i più piccoli i veri protagonisti del vivaio del futuro.

Consigli pratici per il visitatore
1. La visita ripaga, ma la fila è lunga: valuta secondo la tua disponibilità di tempo se è il caso di perdere l’opportunità di visitare altri padiglioni, magari meno gettonati ma comunque da scoprire.
2. Il ristorante di Palazzo Italia è il rinomatissimo Peck, che gestisce anche gli spazi della terrazza panoramica al quinto piano. Quest’ultima, spesso sede di eventi istituzionali e/o imprenditoriali e quindi non sempre accessibile ai visitatori, è il punto più alto di tutto Expo.

Orari: dal 29 agosto il percorso espositivo apre indicativamente alle 9 e chiude alle 21; l’ingresso è consentito fino alle 20.30 circa. Il ristorante Peck, che apre alle 11, chiude alle 22.
Ubicazione: nei pressi dell’Albero della Vita (coordinate sulla mappa: E 19; fermata della navetta: 4).

Articolo aggiornato al 18 settembre

Fotografie: Padiglione Italia, tranne quelle con indicazione di copyright.

Leggi anche le presentazioni degli altri padiglioni in Racconti da Expo.

 Se vuoi continuare a viaggiare in Expo con Foodnuggets, iscriviti alla newsletter oppure diventane follower su Facebook o Twitter.

Annunci

8 pensieri su “VIVAIO ALL’ITALIANA

  1. Pingback: L’ABC DI EXPO PER IL VISITATORE (1° parte) | Foodnuggets.com - Blog di cucina e cibo per tutti i gusti

  2. Pingback: L’ABC DI EXPO PER IL VISITATORE (3° parte) | Foodnuggets.com - Blog di cucina e cibo per tutti i gusti

  3. Questo tuo post ci voleva proprio. Non l’ho ancora visto e non posso certo non vederlo. In ottobre una nuova puntata ad expo mi vedrà in prima fila ai tornelli per entrare subito nel nostro “Palazzo Italia”. Farò tesoro delle tue informazIoni. Ciaoo Bea

    Liked by 1 persona

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...