UNO ZERO DI GRANDE VALORE (2° parte)

Concludiamo il nostro tour virtuale nel padiglione che apre le porte di Expo 2015 visitando le sue ultime sette sale

Mulino del Padiglione Zero

Ci siamo appena lasciati alle spalle la Valle della civiltà, dopo aver ammirato la grande biblioteca della memoria, la Pastorale cilentana di Mario Martone e le sale dedicate all’addomesticazione delle piante e degli animali. Nel Padiglione Zero la realtà diventa ora sempre più cruda, le responsabilità dell’uomo sempre più forti, ma emerge anche la voglia di riscatto.

ALLEVARE, COLTIVARE, CACCIARE, PESCARE

Ecco appesi al soffitto tutti gli strumenti e gli utensili da lavoro che hanno finito per modificare l’ambiente in cui viviamo. Dinanzi a noi troviamo un campo arato, delimitato da un muretto a secco costruito da un vero contadino, e la riproduzione di un antico mulino (foto in apertura), simbolo di quella capacità innovativa dell’uomo che ha portato allo sviluppo dell’agricoltura, cui oggi è destinato ben il 40 percento della superficie terrestre. Benché possa sembrare strano, la maggior parte dei produttori agricoli è ancora costituita da piccoli agricoltori. Però molti esseri umani, soprattutto le donne, non  hanno accesso alla terra, alle tecnologie, all’istruzione e ai servizi finanziari determinanti per la produttività. L’Onu stima che se le donne potessero accedere alle risorse produttive allo stesso modo degli uomini potrebbero anche incrementare il rendimento delle fattorie del 20-30 percento e, di conseguenza, ridurre il numero degli affamati nel mondo del 12-17 percento.

RACCOGLIERE, TRASPORTARE, CONSERVARE, TRASFORMARE

Orcio del Padiglione ZeroCol tempo nasce la necessità di creare oggetti per conservare, trasportare, scambiare e trasformare liquidi e alimenti. Per rifletterci su, in questa sala abbiamo modo di passare attraverso un’enorme orcio iconico e di ammirare autentico materiale archeologico: una cinquantina di vasi, anfore e otri, tra cui alcuni risalenti a diversi millenni avanti Cristo.
D’altra parte, la conservazione degli alimenti è fondamentale. Nel 2050 la popolazione terrestre supererà 9 miliardi di individui: per combattere la fame bisognerà non solo produrre più cibo ma anche perderne di meno. Pensa che in molti Paesi in via di sviluppo, per la mancanza di adeguate strutture di conservazione, oltre il 25 percento degli alimenti viene attaccato da insetti nocivi, parassiti, muffe e alte temperature. I silos metallici promossi dall’Onu costituiscono un esempio concreto d’intervento in quest’ambito.

DAL RURALE ALL’INDUSTRIALE

Plastico Padiglione ZeroUscendo dal grande orcio, ci ritroviamo davanti agli occhi un plastico di ben 320 metri quadrati, con tanto di trenini, che rappresenta le tappe fondamentali della trasformazione del paesaggio perpretata dall’uomo: nascono le industrie, le città, le infrastrutture, cambia il sistema dei trasporti ferroviari e marittimi…

LA PIAZZA VIRTUALE DEL CIBO

Piazza d'affari virtuale del Padiglione ZeroSe non sei ancora riuscito a meravigliarti, in questa sala ti accadrà di sicuro. Una grande parete ricurva (10×30 metri), composta da 500 schermi, mostra quanto cibo viene prodotto, quanto ne viene consumato, come se ne stabilisce il prezzo e i messaggi pubblicitari che lo lanciano in tutto il mondo.
Oggi è la finanza a decidere il prezzo del pane o di qualsiasi altro alimento e la speculazione può avere effetti devastanti sull’economia reale, soprattutto su quella delle popolazioni più deboli.

IL PARADOSSO DELLO SPRECO

Disastri ambientali nel Padiglione ZeroDalla speculazione passiamo alla catastrofe. Ciò che ci viene mostrato vuole indurci a prendere coscienza dell’urgenza di ripristinare il nostro equilibrio con il cibo e l’ambiente, quell’equilibrio che non può essere solo custodito dalla memoria. Da alcune feritoie possiamo osservare una videoinstallazione che riproduce i grandi disastri ambientali causati dall’uomo; dinanzi a noi un’immensa quantità di rifiuti ci ricorda che al giorno d’oggi viene sprecato un terzo del volume del cibo prodotto per il consumo umano benché solo un quarto di questa massa di alimenti potrebbe nutrire tutti gli affamati del pianeta. In pratica, siamo in 7 miliardi, ogni anno produciamo cibo per 12, ma quasi 900 milioni di persone muoiono di fame, mentre 1 milione e mezzo soffre di obesità. Si gioca anche con l’ironia, proiettando su una parete le famose scene di Miseria e nobiltà e Un americano a Roma, in cui rispettivamente Totò e Alberto Sordi s’ingozzano di spaghetti al sugo.

LA RICERCA DELL’EQUILIBRIO

Esempi virtuosi nel Padiglione ZeroRitorniamo a sperare. Ecco la proiezione di 12 esempi virtuosi di agricoltura e industria alimentare consapevole, a testimonianza di come il rapporto tra mondo naturale e produzione, ecologia ed economia possa essere stabilito, disegnando paesaggi armoniosi in cui viene tutelata la biodiversità. L’equilibrio tra tradizione e innovazione, rispetto dell’ambiente e sviluppo industriale, uomo e natura non è quindi irrealizzabile.

LE BEST PRACTICE

Come affrontare, dunque, questa grande sfida del presente e del futuro? Valide soluzioni sono le 18 migliori pratiche di sviluppo sostenibile vincitrici del bando internazionale istituito nell’ambito di Feeding Knowledge, il programma di Expo che mira a diffondere le migliori soluzioni scientifiche in tema di sicurezza alimentare e sviluppo sostenibile. Delle 786 proposte presentate, 749 sono state ammesse alla fase finale. Delle prime cinque (“Gruppi di pastori per una gestione sostenibile dei pascoli in Mongolia”, organizzato dal ministero dell’Industria e dell’agricoltura mongolo; “Intensificare l’agricoltura attraverso il potenziamento dei negozi delle cooperative agricole”, sviluppato dalla Fao e dall’Unione delle federazioni dei produttori del Niger; “Network regionali a supporto dei piccoli produttori di caffè”, realizzato in Guatemala e ideato dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale d’Italia e dall’Associazione nazionale del caffè del Guatemala; “Progetto latte Africa: ama la tua terra, combatti la povertà, bevi il tuo latte”, sviluppato in Tanzania dall’Associazione tanzaniana di allevatori NjoLIFA, dalla Ong Cefa e da Granarolo Group; “Il cibo risorsa per assicurare assistenza e inclusione agli indigenti”, realizzato in Italia e concretizzato dalla Fondazione banco alimentare onlus) possiamo guardare un video di presentazione, delle restanti 13 leggere e osservare racconti fotografici.

SFIDA FAME ZERO

Sfida Fame Zero nel Padiglione ZeroNella stessa sala delle Best Practice ci aspetta l’ultimo atto del Padiglione Zero. Si tratta del cortometraggio diretto dalla regista Costanza Quatriglio e prodotto da Palomar su “Sfida fame Zero. Uniti per un mondo sostenibile”, la campagna di sensibilizzazione dell’Onu che è stata lanciata nel 2012 dal segretario generale Ban Ki-moon e che consta di cinque obiettivi: zero bambini con deficit di sviluppo sotto i due anni; 100 percento di accesso al cibo sicuro, sempre; tutti i sistemi alimentari sostenibili; 100 percento di aumento della produttività e del reddito dei piccoli agricoltori; zero perdite e zero sprechi di cibo.
Il cortometraggio, della durata di 9 minuti, si basa sull’importanza del “gesto d’attenzione”, così come ha spiegato la stessa regista. “Il protagonista – ha detto Quatriglio – è un bambino che riceve il sapere dal contadino e lo porta in dono, lo restituisce: sono le piccole azioni quotidiane a diventare enormi, direi giganti.” Con questo corto, il messaggio il Padiglione Zero ci lancia un messaggio perfettamente in linea con la campagna Onu: “Semina un’idea, raccogli la sfida”.
Ognuno di noi ha il dovere (e anche la grande possibilità) di raccogliere questa sfida nella quotidianità, non solo in Expo.

Consigli pratici per il visitatore

  1. Non farti intimorire dalla coda all’ingresso perché scorre piuttosto velocemente
  2. Tra le 16 e le 17 ho sempre visto pochi visitatori attorno al Padiglione Zero, evidentemente perché per la gran parte costituisce la prima tappa e vi entra appena varcati i tornelli di Triulza e Fiorenza. Sfruttare quella fascia oraria potrebbe dunque essere una strategia per goderselo appieno
  3. Tra una sala e l’altra c’è escursione termica: un’ampia sciarpa può far comodo

Orari: il padiglione apre alle 10 e chiude alle 21.
Ubicazione: davanti agli ingressi Ovest Fiorenza e Triulza (coordinate sulla mappa: J 7: fermata della navetta: 1).

Leggi anche le presentazioni degli altri padiglioni in Racconti da Expo.

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6 pensieri su “UNO ZERO DI GRANDE VALORE (2° parte)

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