L’ABC DI EXPO PER IL VISITATORE (3° parte)

Tavolo Pangea in Piazza Italia

Dove sono i punti informazione? Come si accede al padiglione della Svizzera? Dove ti porta la navetta? Conviene usare i parcheggi? Cos’è il passaporto? Queste e altre informazioni, in ordine alfabetico dalla lettera I alla lettera P, nella terza parte dell’Abc di Expo per il visitatore. Prima di recarti al sito espositivo, consulta anche la prima (A-C), la seconda (D-G) e la quarta parte (R-Z).

Totem digitale in ExpoINFOPOINT

È il primo posto in cui devi recarti, se non altro per recuperare l’indispensabile mappa cartacea.
All’interno del sito, lungo il Decumano, lo trovi in 3 chioschi di legno: uno vicino all’Expo Centre, uno vicino al Kinder Sport e uno di fronte al padiglione della Turchia. Lo trovi anche prima dei tornelli (ingresso Est Roserio, mezzanino della stazione ferroviaria Rho-Fiera, stazione metropolitana M1 Rho-Fiera) e, nel caso non ne vedi uno all’orizzonte, chiedi a un volontario. Quello sicuramente c’è.
Utili sono anche i totem digitali che, oltre a dare informazioni sulla posizione di vari servizi (banche, pronto soccorso, ecc…), segnalano gli eventi del giorno e danno la possibilità di fare un postcard selfie con la scritta “Saluti da Expo” da spedire subito via e-mail.

Padiglione SvizzeraINGRESSO ALLE TORRI SVIZZERE

Fino al mese di settembre, per accedere alle torri del padiglione della  Svizzera, peraltro uno dei migliori a interpretare il tema di Expo, dovevi prenotarti se desideravi visitarle prima delle 19. La prenotazione doveva essere effettuata sul sito ufficiale oppure presso il chiosco.
In seguito all’enorme afflusso di visitatori registrato a Expo negli ultimi tempi, la Svizzera ha adattato il metodo con lo scopo di consentire la visita al maggior numero possibile di persone. Per accedere alle torri, ora devi semplicemente metterti in coda: non serve recuperare alcun biglietto gratuito e pertanto i sistemi di prenotazione via web e al chiosco non sono più attivi. Le prenotazioni già effettuate rimangono comunque valide. Inoltre, per visitare le altre mostre ospitate al pianterreno del padiglione continua a non servire alcuna prenotazione.

Oculus RiftINTERAZIONE

A Expo la tecnologia la fa da padrone e il minimo che tu possa trovare in un padiglione è un video: giusto per fare qualche esempio, t’imbatterai in touch screen, Qr code (che trovi già sul biglietto d’ingresso), App, audioguide con tablet, ologrammi, film in 3D, robot, seedboard e Oculus Rift. Questi ultimi, non ancora in commercio, sono occhialoni che consentono di “entrare” in un filmato in 3D girato a 360 gradi, quindi se volti la testa a destra, a sinistra, in alto e in basso puoi vedere la rispettiva parte del filmato. Io li ho indossati in Egitto, in Slovacchia, in Indonesia e in Uruguay.

MAPPA

Strumento indispensabile per orientarsi su una superficie di oltre 1 milione di metri quadrati, nel sito viene distribuita cartacea dai volontari e agli Infopoint. Anziché acquistare i passaporti (vedi sotto), molti visitatori raccolgono i timbri dei vari padiglioni sul suo retro, dove si trovano piccole riproduzioni della loro struttura architettonica. Puoi anche scaricare la mappa dal sito ufficiale, cliccando qui.

NAVETTA

Navetta people Mover ExpoIl servizio di trasporto gratuito People Mover effettua 10 fermate sul perimetro del sito espositivo, percorso in senso orario. Le fermate sono segnalate anche sul Decumano.  L’attesa varia dai 5 ai 7 minuti, il giro completo dura 25 minuti. Esiste anche una navetta esterna, che mette in collegamento i parcheggi al sito espositivo.

NOLEGGIO E PRESTITO

A Expo non si noleggiano solo i mezzi per disabili o persone con ridotta mobilità. C’è anche la possibilità di prendere in prestito macchine fotografiche (leggi qui) e di noleggiare tablet (e qui).

Entrata Ovest Triulza ExpoORARI

Inizialmente Expo era aperto dalle 10 alle 23 da lunedì a venerdì e dalle 10 alle 24 sabato e domenica. Chi aveva acquistato un biglietto serale poteva accedere dalle 19. Da sabato 29 agosto, vista la grande affluenza registrata, gli ingressi Merlata e Roserio sono aperti dalle 9 mentre Fiorenza e Triulza continuano ad aprire alle 10. Inoltre, l’entrata serale è stata anticipata alle 18 da tutti e quattro gli ingressi. In casi di elevata affluenza, i tornelli tendono ad anticipare l’apertura di 30 minuti o più rispetto agli orari ufficiali. La sera i padiglioni chiudono a orari diversi e non tutti consentono la visita notturna, però non c’è di certo di che annoiarsi. Imperdibile lo spettacolo serale dell’Albero della Vita, che dura circa 12 minuti (a fronte dei circa 3 dell’esibizione diurna) e in alcuni casi è anche caratterizzato da fuochi d’artificio. Il 31 ottobre, ultimo giorno di Expo, si potrà accedere al sito fino alle 17 e proseguire poi la visita fino alle 24. Le biglietterie chiuderanno alle 15.45.

PADIGLIONI

Sul Decumano si affacciano i 145 padiglioni autonomi dei Paesi partecipanti, cui il sito espositivo ha riservato oltre 150mila mq. Tra i più estesi, ricordiamo quello della Germania (4.933 mq) e quello della Cina (4.590 mq). Discorso particolare meritano il Padiglione Zero e Padiglione Italia. Il Padiglione Zero, che da solo occupa ben 9mila mq, introduce i visitatori in Expo con rara maestosità. Padiglione Italia comprende Palazzo Italia, gli edifici temporanei del Cardo e la Lake Arena, sede dell’Albero della Vita. Entrare in un padiglione significa viaggiare nel Paese che l’ha realizzato e scoprire il modo (non sempre calzante) in cui il tema Nutrire il pianeta. Energia per la vita è stato interpretato.

PARCHEGGI

Tra le persone che conosco, nessuna mi ha parlato con entusiasmo dei 4 parcheggi di Expo, ovvero Merlata (adiacente all’accesso Sud Merlata), Arese e Trenno (collegati con navetta gratuita con l’accesso Est Roserio) e Fiera Milano (collegato con navetta gratuita con l’accesso Ovest Fiorenza). A specifica domanda, la risposta risuonava sempre come “un caos totale”. Se puoi scegliere, meglio optare per i mezzi pubblici. Se non puoi farne a meno, trovi tutte le info necessarie qui. Se hai avuto un’esperienza positiva e puoi darci qualche dritta, scrivila pure nei commenti. Quel che è certo è che, se vuoi usufruirne, devi organizzarti prima perché c’è un biglietto da acquistare (leggi qui come fare), a meno che tu possa recarti ai parcheggi serali di Fiera Milano, Arese e Trenno (puoi trovare maggiori info qui). Per quanto riguarda i parcheggi idonei ai disabili, trovi delle informazioni nella relativa voce di  questa guida.

PASSAPORTO

Passaporto ExpoÈ un piccolo libricino blu, una specie di diario di viaggio, in vendita presso i banchetti allestiti all’esterno del Padiglione Zero, dagli addetti in diversi punti del sito, all’Official Retailer nei pressi dell’ingresso Ovest Triulza o anche in alcuni padiglioni e cluster. Serve per collezionare i timbri dei Paesi che visiterai, in modo da creare il tuo personale racconto di Expo. Oltre a una tasca per il francobollo ufficiale, il libricino ha 24 pagine. Peccato che ci siano timbri come quelli del Mozambico, dell’Ecuador o del Kazakistan che da soli ne occupano mezza: questo significa che per raccogliere tutti i timbri di Expo servono almeno 3 passaporti. Il prezzo è di 5 euro, ma si trova anche a 4: nello spazio della Sierra Leone (cluster Riso) e, per i soci Coop, al Future Food District. Non cercare inutilmente il timbro del Padiglione Zero perché non esiste. Quello ufficiale di Expo lo puoi recuperare presso gli Infopoint, mentre quello di Paglione Italia è “itinerante”: ogni settimana viene custodito da una diversa struttura ospitata dal Cardo.

PIAZZA ITALIA

All’incrocio tra Cardo e Decumano si aprono gli oltre 4mila mq di Piazza Italia, che ospita vere e proprie opere di design. Si tratta delle 4 sculture di Daniel Libeskind (dettaglio nella foto in apertura), ispirate alle tendenze tecnologiche del futuro. Alte 10 metri e pesanti 14 tonnellate, le sculture sono costituite da tre sinuose eliche intrecciate, proiettate a spirale verso l’esterno come i rami di un albero e animano Piazza Italia producendo un flusso costante di suoni, immagini e forme pulsanti. In piena estate, la piazza ha temporaneamente ospitato anche il tavolo Pangea di Riva 1920 (dettaglio nella foto in apertura), poi riportato nel Padiglione Zero. Disegnato dall’architetto Michele De Lucchi, Pangea è realizzato in Kauri, legno millenario proveniente dal sottosuolo della Nuova Zelanda. L’opera, che si ispira al supercontinente che teneva unite tutte le terre emerse, si estende per 80 mq, è composta da 19 pezzi sagomati ed è sostenuta da 271 gambe realizzate in Briccole, pali di rovere recuperati dalla laguna di Venezia.

Albero della Vita con la pioggiaPIOGGIA

Si pensava che la pioggia potesse agire da deterrente per i visitatori, ma i dati dei giorni piovosi non hanno confermato questa ipotesi.
Quel che è certo è che Expo con la pioggia presenta qualche difficoltà in più: alcuni padiglioni non sono dotati di tettoia nei pressi dell’ingresso e altri (come Austria, Inghilterra, Olanda, Turchia) sono totalmente (o quasi) all’aperto.
Le terrazze, coi loro ristoranti, sono sicuramente meno godibili e non è detto che lo spettacolo dell’Albero della Vita possa avere luogo. Lo stesso discorso vale per gli eventi dell’Open Air Theatre.
In caso di pioggia, risultano utilissime le ampie mantelline trasparenti solitamente in vendita da Coop, Ovs, Mondadori, che riescono anche a riparare eventuali zaini in spalla.

POSTAZIONI DI RICARICA

Il tuo cellulare e il tuo tablet si sono scaricati a furia di fare foto? In Expo possono “nutrirsi” anche loro: presso alcuni punti di ristoro e in alcuni padiglioni sono infatti previste delle postazioni di ricarica gratuita. Ricordo di averle viste a Let’s Toast, Chiccotosto, McDonald’s e appena fuori il padiglione dell’Enel, della Polonia e della Slovacchia, ma ce ne sono sicuramente anche altre. Chiedi a un volontario, che ti saprà dire.

Articolo aggiornato al 23 ottobre

Leggi anche

L’ABC DI EXPO PER IL VISITATORE (1° parte)
L’ABC DI EXPO PER IL VISITATORE (2° parte)
L’ABC DI EXPO PER IL VISITATORE (4° parte)

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6 pensieri su “L’ABC DI EXPO PER IL VISITATORE (3° parte)

  1. Pingback: UNO ZERO DI GRANDE VALORE (1° parte) | Foodnuggets.com - Blog di cucina e cibo per tutti i gusti

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