IL PRIMO IMPASTO

Primo impasto

Pasta madre da zero, lezione 2

Se volessimo paragonare la nostra pasta madre a un essere vivente, oggi sarebbe il giorno del concepimento.
Sono tanti i fattori che concorrono alla nascita del lievito. Il principale è sicuramente il tipo di farina, che incide sui tempi di maturazione e sulla qualità. Noi usiamo la manitoba, una farina tipicamente definita “forte”, ossia ricca di glutine e povera di amidi, particolarmente adatta per i lievitati.

Sono importanti anche l’aria, l’acqua, la temperatura e la mano di chi lavora. Non è infatti un caso se la pasta madre nata in casa propria è sempre diversa da quella venuta alla luce in casa altrui.
C’è chi crea la pasta madre partendo semplicemente da acqua e farina, ma questo procedimento richiede tempi molto più lunghi di quelli che sono necessari quando si usa un supporto alla fermentazione, altrimenti detto “starter”. Siccome non è che noi amiamo complicarci la vita più del dovuto, chiederemo aiuto allo yogurt magro.
Ricordiamoci sin da ora che, com’è sempre opportuno fare in cucina, è bene usare strumenti e piani di lavoro ben puliti. Inoltre, non bisogna mai lavare il contenitore della pasta madre con detersivo, bensì solo con acqua calda. Sempre meglio, infine, usare prodotti biologici.
Allora, sei pronto? È arrivato il momento di mettere le mani in pasta!

 Ingredienti per l’impasto base
• Lievito naturale • 15 minuti + 48 ore di riposo

Ingredienti del primo impasto

• 250 ml di yogurt magro • 250 g di farina manitoba

Preparazione

In una ciotola di vetro versa la farina manitoba e lo yogurt magro, quindi amalgama con le mani (1). Appena ottenuto un impasto, trasferiscilo sulla spianatoia e lavoralo delicatamente per non più di 5 minuti, in modo che risulti morbido ma non appiccicoso (2).
Dopo aver modellato l’impasto a palla, lava la ciotola solo con acqua calda e asciugala con carta da cucina (o con un canovaccio). Sistema il panetto nella ciotola e con un coltello pratica sulla sua superficie un’incisione a croce (3). Dopodiché rivesti la ciotola con uno strato di pellicola trasparente e con uno stecchino bucalo in quattro o cinque punti (4).

4. Rivesti la ciotola con la pellicola e bucherella con uno stecchino

4. Rivesti la ciotola con la pellicola e bucherella con uno stecchino

Infine, metti la ciotola ben al riparo da correnti d’aria, a una temperatura che si aggira attorno ai 25 °C. Potresti, per esempio, sistemarla nel forno spento con lo sportello chiuso oppure in una dispensa con l’anta chiusa. Lasciala riposare lì per 48 ore, ovvero fino a quando faremo insieme il primo rinfresco.

Sono sicura che cadrai nella tentazione di andare a sbirciare cosa sta combinando la tua pasta madre. Non preoccuparti se sembra che non succeda nulla, in realtà qualcosa sta accadendo. L’importante è che tu non tolga lo strato di pellicola o esponga la ciotola a correnti d’aria perché questo renderebbe vano il lavoro fatto fin qui.
Mentre la fermentazione inizia, noi ci diamo appuntamento a lunedì per rivitalizzare la nostra creatura. Ti aspetto!

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