UNA MOZZARELLA IN CARROZZA DAL SAPORE SPECIALE

Ladri di biciclette

Ci sono piatti che non si scordano mai. Non solo perché fanno parte della tradizione culinaria del proprio Paese o della propria famiglia, ma anche perché li si è gustati in un momento talmente impresso nella propria memoria che un nuovo boccone fa riassaporare sensazioni pressoché indescrivibili.

La speranza corre su due ruote

Nessuno meglio del piccolo Bruno (Enzo Staiola) di Ladri di biciclette potrebbe spiegarci quanto siano vere queste parole. Il film, diretto da Vittorio De Sica e sceneggiato da Cesare Zavattini, è uno dei massimi capolavori del neorealismo italiano. Uscito nel 1948, narra la storia di Antonio Ricci (Lamberto Maggiorani), un operaio che riesce a ottenere con gran fatica un impiego da attacchino e, proprio il primo giorno di lavoro, subisce il furto della bicicletta, essenziale per mantenere il posto e garantire sussistenza alla famiglia. Ricci è dunque costretto a vagare per Roma con il figlioletto Bruno in un’inutile ed estenuante ricerca.

Tante emozioni tra due fette di pane

Ladri di biciclette

Un piatto mette due mondi a confronto

Spinto dal senso di colpa per aver ingiustamente tirato uno schiaffo al figlio, Ricci gli propone di andare a mangiare una pizza. Entrano in una trattoria, ma la pizza non è nel menu.
Bruno, incuriosito dal formaggio filante che esce dal pane di un bimbo di ben altra classe sociale, annuisce con convinzione quando il padre gli propone una mozzarella in carrozza. Quando il cameriere posa il piatto sul tavolo, il volto di Bruno si illumina: subito tenta di affettare il cibo con il coltello, ma non ci riesce. Poco importa: lo afferra con le mani e lo gusta con voracità, facendolo filare proprio come il ragazzino dell’altro tavolo, con cui si scambia occhiate di sfida. Bruno rimarrà deluso quando si accorgerà che il fortunello può mangiare anche il dolce e arriverà a sentirsi in colpa quando il padre gli farà notare che dovrebbe guadagnare un milione al mese per potersi permettere così tante portate.

Cibo ricco di significati

Questa scena di Ladri di biciclette sembra apparentemente fatta di nulla: ha pochissimo dialogo, eppure diventa estremamente significativa anche e soprattutto grazie alla mozzarella in carrozza. Il goloso piatto della tradizione campana crea infatti un’occasione di paragone tra classi sociali diverse e rappresenta il cibo che Bruno potrebbe continuare ad assaporare se solo suo padre ritrovasse la bicicletta.
Purtroppo non tutti i desideri vengono esauditi e Bruno dovrà scontrarsi con la realtà. Una realtà che si rivelerà particolarmente cruda, quando il ragazzino vedrà crollare tutte le illusioni sull’onestà del proprio padre che, in preda alla disperazione, tenterà a sua volta di rubare una bici. Fortunatamente ad Antonio sarà risparmiato l’arresto e Bruno, dando prova di grande maturità, ne accetterà la fragilità.

Perché la mozzarella va in carrozza?

La mozzarella è detta “in carrozza” semplicemente perché si trova tra due fette di pane che, prima dell’arrivo degli eserciti alleati (inglesi o americani) in Italia, erano rigorosamente a sezione tondeggiante e rimandavano dunque alle ruote delle carrozze. Inoltre, quando addentiamo il pane, la mozzarella fusa inizia a filare e a creare le “briglie”, così sembra che vada veramente in carrozza, guidata dal nostro grande piacere di gustarla.

Portiamola sulla nostra tavola

Ingredienti

Pochi ingredienti e tanta bontà

La vera mozzarella in carrozza dovrebbe essere preparata con pane raffermo e mozzarella di bufala. Per praticità, oggi si tende a cucinarla con pancarré e fiordilatte o mozzarella per pizza.
Tuttavia, essendo la mozzarella di bufala più grassa e meno acquosa, resta più facilmente tra le fette di pane e comunque garantisce un sapore più spiccato al piatto. Quel che conta è non utilizzare pane per tramezzini, perché rischierebbe di rompersi durante la cottura, e sigillare bene i bordi nella fase di impanatura.
Chi desidera un piatto più sostanzioso può usare il pangrattato anziché la farina per impanare e può arricchire il ripieno con un filetto d’acciuga, qualche listarella di prosciutto cotto privato dell’eventuale grasso o un pomodoro sott’olio sminuzzato.

ECCO LA RICETTA

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